Un importante chiarimento arriva dall'Agenzia delle Entrate per migliaia di famiglie italiane che usufruiscono dei piani di welfare aziendale. Con la risposta all'interpello n. 159/E del 10 agosto 2026, l'Amministrazione finanziaria ha confermato che il rimborso delle spese di istruzione sostenute per i figli a carico non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente, anche nell'ipotesi in cui il pagamento materiale sia stato effettuato dal coniuge del lavoratore.
Questa decisione semplifica notevolmente la gestione dei rimborsi spese per i dipendenti, eliminando i dubbi interpretativi che spesso sorgevano quando la documentazione di spesa (bollettini, bonifici o fatture) risultava intestata al coniuge non beneficiario del rimborso aziendale. La norma punta a favorire la conciliazione vita-lavoro e il sostegno alle famiglie, riconoscendo la natura unitaria del nucleo familiare nel sostenere i costi per l'educazione dei figli.
Il caso: l'interpello n. 159/E del 2026
La questione è stata sollevata da un'azienda che chiedeva se fosse possibile rimborsare, in regime di esenzione fiscale, le spese scolastiche documentate da ricevute intestate al coniuge del proprio dipendente. Fino ad oggi, molti uffici del personale richiedevano che i documenti fossero tassativamente intestati al dipendente stesso per evitare contestazioni da parte del Fisco.
L'Agenzia delle Entrate, richiamando l'articolo 51, comma 2, lettera f-bis) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), ha ribadito che le somme erogate o rimborsate alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro per la fruizione di servizi di educazione e istruzione non sono imponibili. Il punto centrale non è chi effettua materialmente il pagamento, ma che la spesa sia riferibile a un familiare che si trova nelle condizioni previste dall'articolo 12 del TUIR, ovvero sia fiscalmente a carico.
Quali spese scolastiche sono rimborsabili?
Il chiarimento dell'Agenzia non cambia il perimetro delle spese ammissibili, ma ne facilita l'accesso. Rientrano nel beneficio del rimborso esentasse una vasta gamma di costi legati al percorso formativo dei figli, dalla scuola dell'infanzia fino all'università. Tra le principali troviamo:
- Rette scolastiche e universitarie: incluse quelle per asili nido e scuole paritarie.
- Servizio mensa: i costi per la refezione scolastica, spesso pagati tramite app o bollettini precompilati.
- Libri di testo: l'acquisto di manuali scolastici obbligatori.
- Gite scolastiche: i contributi per viaggi di istruzione e uscite didattiche.
- Servizi di pre e post scuola: l'assistenza fornita dagli istituti al di fuori dell'orario ordinario.
- Trasporto scolastico: abbonamenti o contributi per il tragitto casa-scuola.
Il rimborso può riguardare anche i centri estivi e invernali, nonché i master e i corsi di specializzazione universitaria, purché la documentazione attestante la spesa sia conservata correttamente.
Il requisito del familiare a carico
La condizione essenziale affinché il rimborso sia esente da IRPEF rimane lo status di "familiare a carico". Ai fini fiscali, un figlio è considerato a carico se il suo reddito complessivo annuo non supera la soglia di 2.840,51 euro (limite che sale a 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni).
Se il figlio è a carico di entrambi i genitori, il dipendente può richiedere il rimborso dell'intera spesa sostenuta, anche se il bonifico è partito dal conto corrente del coniuge o se la fattura è intestata a quest'ultimo. L'Agenzia specifica che ciò che conta è l'onere effettivamente sostenuto dal nucleo familiare per il figlio.
"Il rimborso delle spese di istruzione non è imponibile anche se a pagare è stato il coniuge, purché il destinatario del servizio sia un familiare a carico del dipendente che richiede il beneficio."
Consigli pratici per il dipendente
Nonostante l'apertura dell'Agenzia delle Entrate, è fondamentale che il dipendente segua una procedura rigorosa per evitare intoppi con l'ufficio HR o in sede di dichiarazione dei redditi. Ecco alcuni passaggi consigliati:
- Verificare il Piano Welfare: controllare che il regolamento aziendale preveda esplicitamente il rimborso delle spese di istruzione per i familiari.
- Conservare la documentazione: anche se intestata al coniuge, la ricevuta deve indicare chiaramente il nome del figlio e il tipo di servizio reso (es. "Mensa scolastica mese di marzo - Alunno Mario Rossi").
- Dichiarazione sostitutiva: l'azienda potrebbe richiedere una dichiarazione in cui il dipendente attesta che il figlio è fiscalmente a carico e che la stessa spesa non è stata già rimborsata ad altri o portata in detrazione dal coniuge.
A proposito di procedure e normative, chi opera nel mondo della scuola sa quanto sia complesso districarsi tra scadenze e interpelli. Per chi sta cercando di ottenere un incarico di supplenza, ad esempio, è fondamentale rispondere correttamente agli avvisi degli istituti. In questo contesto, per gestire al meglio le proprie candidature, suggeriamo di consultare questo servizio per rispondere agli interpelli, che offre il supporto di un consulente dedicato (servizio a pagamento) per non commettere errori formali.
Trattamento fiscale: detrazione o rimborso?
È bene ricordare che il rimborso tramite welfare aziendale è alternativo alla detrazione IRPEF del 19% in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). Se una spesa viene rimborsata dal datore di lavoro in regime di esenzione, quella stessa spesa non può essere indicata tra gli oneri detraibili nella dichiarazione dei redditi. Il vantaggio del rimborso welfare è solitamente superiore, poiché copre il 100% del costo sostenuto senza i limiti di franchigia e i tetti massimi previsti per la detrazione fiscale ordinaria.
Questa nuova precisazione dell'Agenzia delle Entrate con l'interpello 159/E/2026 rappresenta dunque un passo avanti verso una burocrazia più vicina alle reali dinamiche delle famiglie italiane, dove la gestione delle spese domestiche è spesso condivisa tra i coniugi senza una rigida distinzione di intestazione dei pagamenti.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito mysolution.it.