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TFA Sostegno XI ciclo: 30.241 posti, atteso il decreto del MUR

TFA Sostegno XI ciclo: 30.241 posti, atteso il decreto del MUR

È una delle procedure più attese dagli aspiranti insegnanti di sostegno. Con la Nota n. 4660 del 14 aprile 2026, il Ministero dell'Università e della Ricerca ha autorizzato 30.241 posti per l'XI ciclo del TFA Sostegno, il percorso universitario che porta alla specializzazione per le attività di sostegno didattico. Adesso il passaggio decisivo è il decreto ministeriale: solo dopo la sua pubblicazione gli atenei potranno far partire i bandi e si conoscerà il calendario nazionale delle prove.

I numeri e la Nota del MUR

La Nota 4660 ha fissato a 30.241 il fabbisogno complessivo di posti a livello nazionale, distribuiti tra i diversi gradi di scuola, con una netta prevalenza della scuola primaria. Il TFA Sostegno è il percorso abilitante che, al termine del corso e previo superamento della prova finale, consente di conseguire il diploma di specializzazione sul sostegno, titolo con pieno valore legale e oggi tra i più richiesti nel sistema scolastico. Il percorso universitario ordinario si affianca al secondo ciclo gestito dall'INDIRE, con tempistiche e requisiti differenziati.

A che punto è la procedura

Dopo la Nota del MUR, gli atenei sono stati chiamati a inserire le proposte di attivazione dei corsi nella Banca Dati RAD-SUA, nella finestra compresa tra il 23 aprile e il 7 maggio 2026. Conclusa questa fase, si attende ora il decreto ministeriale definitivo, che stabilirà la ripartizione finale dei posti per singolo ateneo, definirà i requisiti di accesso e soprattutto fisserà il calendario nazionale unico delle prove preselettive. Secondo le indicazioni sindacali raccolte dall'Anief, il provvedimento è atteso tra la fine di maggio e giugno 2026. Si tratta di un passaggio non formale: prima del decreto gli atenei non possono pubblicare i bandi e i candidati non hanno certezze sulle date delle prove.

Come funzionano le prove

La selezione si articola, come da tradizione, in tre fasi. La prima è la prova preselettiva, identica su tutto il territorio nazionale, che verifica competenze linguistiche, comprensione del testo e conoscenze didattiche, pedagogiche e sul ruolo dell'insegnante di sostegno. Chi la supera accede alla prova scritta e, infine, alla prova orale. Il numero dei posti per ciascun ateneo e grado, insieme alle date, sarà reso noto con i bandi successivi al decreto.

I requisiti di accesso

I candidati accedono alla selezione in base al grado di scuola per cui intendono specializzarsi:

  • Scuola dell'infanzia e primaria: laurea in Scienze della Formazione Primaria (LM-85 bis) oppure diploma magistrale, anche a indirizzo psicopedagogico o linguistico, conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002;
  • Scuola secondaria di primo e secondo grado: abilitazione specifica sulla classe di concorso, oppure laurea magistrale o a ciclo unico coerente con la classe di concorso e completa dei crediti richiesti dal DPR 19/2016.

I requisiti e le modalità della specializzazione sono disciplinati dal DM 8 febbraio 2019, n. 92. La domanda di partecipazione si presenta tramite il Portale unico del reclutamento (InPA), con accesso mediante SPID, CIE o CNS; è inoltre richiesta una PEC attiva per le comunicazioni ufficiali.

Tempi del percorso e sbocchi

Una volta avviati, i corsi dell'XI ciclo dovrebbero partire tra settembre e ottobre 2026 e concludersi entro giugno 2027. Il percorso prevede il conseguimento di 60 CFU, pari a circa 1.500 ore complessive tra didattica frontale, laboratori e tirocinio. La specializzazione resta la via più diretta verso l'inserimento in prima fascia delle graduatorie e verso il ruolo sui posti di sostegno, in un contesto segnato da una domanda di docenti specializzati ancora ampiamente superiore all'offerta.

In attesa del decreto, il consiglio per chi è interessato è di non considerare questa fase un tempo morto: conviene verificare per tempo il possesso dei requisiti e delle credenziali di accesso, predisporre la PEC e iniziare la preparazione alla preselettiva, così da non farsi trovare impreparati quando i singoli atenei pubblicheranno i bandi.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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