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Educazione alla lettura: l'AIE chiede una legge per la scuola

Educazione alla lettura: l'AIE chiede una legge per la scuola

Per innalzare il livello culturale del Paese occorre ripartire dai banchi di scuola. È questo il senso dell'appello lanciato dall'Associazione Italiana Editori (AIE), che chiede l'approvazione di una legge dedicata all'educazione alla lettura nelle scuole. La richiesta, formulata dal presidente dell'associazione Innocenzo Cipolletta in un intervento pubblico sui temi della cultura, riporta al centro del dibattito il rapporto tra giovani, scuola e libri.

L'appello dell'Associazione Italiana Editori

Secondo l'AIE, la promozione della lettura tra i più giovani non può essere lasciata a iniziative episodiche, ma andrebbe sostenuta da un quadro normativo stabile che parta dal sistema scolastico. L'idea di fondo è che la scuola rappresenti il luogo decisivo in cui si forma o si perde l'abitudine a leggere, e che intervenire in modo strutturale su questo terreno significhi incidere sul futuro culturale ed educativo del Paese. L'appello è stato rivolto nel corso di un appuntamento dedicato alla cultura ospitato presso la sede di Confindustria a Roma.

Una legge per la lettura: cosa significherebbe

La proposta di una legge ad hoc punta a dare continuità e risorse certe a quelle attività di promozione della lettura che oggi, nelle scuole, dipendono spesso dalla sensibilità dei singoli istituti e dei singoli docenti. Una cornice legislativa dedicata potrebbe tradursi in obiettivi definiti, strumenti operativi e un sostegno costante nel tempo, superando la frammentazione tra progetti scolastici, iniziative editoriali e interventi territoriali. È in questa direzione che si muove la richiesta dell'associazione degli editori, da anni impegnata sul fronte della promozione della lettura tra bambini e ragazzi.

Il quadro esistente: il Piano nazionale per la lettura

L'appello dell'AIE si inserisce in un percorso già avviato a livello istituzionale. La promozione della lettura è infatti disciplinata dalla Legge 15/2020, recante "Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura", che ha istituito tra l'altro il Piano nazionale d'azione per la promozione della lettura. La richiesta degli editori va dunque letta come una spinta a rafforzare e rendere più incisivo, soprattutto nella scuola, un impianto che già esiste ma che — secondo i promotori dell'appello — non basta a invertire le difficoltà di lettura registrate tra le nuove generazioni.

Il ruolo della scuola e il dibattito

Il tema tocca da vicino il lavoro quotidiano dei docenti, in particolare di quelli delle discipline umanistiche, e si lega ad altre questioni aperte nel mondo dell'istruzione: dal rapporto tra lettura e competenze digitali alla diffusione degli schermi tra i più giovani, fino al ruolo delle biblioteche scolastiche. Attorno alla proposta convivono posizioni diverse. Da un lato chi, come l'AIE, ritiene che serva un intervento legislativo dedicato per dare forza e stabilità all'educazione alla lettura. Dall'altro chi sottolinea come, più che una nuova legge, contino le risorse concrete, il tempo da dedicare alla lettura in classe e la formazione degli insegnanti, elementi senza i quali anche un buon impianto normativo rischia di restare sulla carta.

In ogni caso, l'iniziativa rilancia un tema di fondo che attraversa da tempo il sistema scolastico: come trasformare la lettura da adempimento curricolare a esperienza che accompagni gli studenti anche fuori dall'aula. Sarà ora da vedere se l'appello troverà sponda in Parlamento e se si tradurrà in una proposta concreta nei prossimi mesi.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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