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Caldo nelle aule: la FLC chiede un piano di climatizzazione

Caldo nelle aule: la FLC chiede un piano di climatizzazione

Con l'arrivo sempre più precoce del caldo, torna d'attualità una questione che ogni anno accompagna la parte finale dell'anno scolastico: le temperature nelle aule. La FLC CGIL ha rilanciato l'allarme con una nota in cui denuncia condizioni di lavoro e di studio difficili in migliaia di classi e chiede alle istituzioni un piano straordinario di adeguamento climatico degli edifici scolastici. Una richiesta che arriva proprio mentre si avvicinano scrutini ed esami di Stato.

La denuncia: aule roventi e classi affollate

Secondo il sindacato, ogni anno migliaia di aule italiane raggiungono e superano le soglie di temperatura previste dalla normativa sulla tutela della salute, e lo fanno con classi numerose, spesso oltre venti o venticinque studenti, per almeno sei ore consecutive. Il problema, sottolinea la FLC CGIL, è strutturale: quando molti edifici furono progettati, le temperature superiori ai 30 gradi arrivavano a metà giugno, a fine anno scolastico; oggi si registrano già a fine maggio, e il trend è destinato a peggiorare con il cambiamento climatico. La conseguenza è che le aule, pensate per un clima diverso, non risultano più adeguate.

La disparità con gli altri luoghi di lavoro

Il cuore della contestazione riguarda una disparità di trattamento. Mentre la maggior parte degli uffici pubblici e privati è dotata di impianti di climatizzazione, le scuole ne sono prive nella gran parte dei casi, pur essendo luoghi in cui si concentrano decine di persone per classe e migliaia per edificio. Per la FLC CGIL si tratta di una questione che chiama in causa il diritto alla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, materia disciplinata in via generale dal D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico in materia di salute e sicurezza, che impone tra l'altro condizioni microclimatiche adeguate negli ambienti di lavoro.

Le tre richieste della FLC CGIL

Nel comunicato il sindacato avanza richieste precise alle istituzioni competenti:

  • un piano straordinario di adeguamento climatico degli edifici scolastici, con risorse dedicate già nel prossimo ciclo di bilancio;
  • l'estensione esplicita alle aule delle norme sulla tutela della salute nei luoghi di lavoro, accompagnata da controlli effettivi;
  • il monitoraggio sistematico delle temperature nelle classi durante i mesi di maggio e giugno, con obbligo di intervento al superamento delle soglie di stress termico.

Per la FLC CGIL non si tratta di un lusso, ma di garantire a studenti e personale il diritto di studiare e lavorare in condizioni dignitose e sicure. La mancanza di investimenti strutturali per il raffrescamento, aggiunge l'organizzazione, è prima di tutto una scelta di priorità nell'allocazione delle risorse.

Un tema che pesa su scrutini ed esami

La questione assume un rilievo particolare in questo periodo dell'anno. In molte regioni le lezioni si sono già concluse, ma le scuole restano operative per gli scrutini finali e, dal 18 giugno, per l'avvio degli esami di Stato. Migliaia di studenti affronteranno le prove scritte in aule che, nelle ore centrali della giornata, possono diventare difficili da sopportare; lo stesso vale per i docenti impegnati nelle commissioni e per il personale ATA in servizio negli edifici. Il caldo, in questo contesto, non è soltanto un disagio: può incidere sulla concentrazione e sul benessere di chi è chiamato a sostenere o gestire momenti decisivi del percorso scolastico.

Cosa aspettarsi

La richiesta di un piano di climatizzazione si intreccia con il più ampio capitolo dell'edilizia scolastica, un fronte su cui pesano vincoli di bilancio, tempi degli interventi e le risorse del PNRR già destinate ad altre priorità. Un intervento sistematico richiederebbe non solo l'installazione di impianti, ma anche soluzioni di efficientamento energetico e di riqualificazione degli edifici, per evitare che il raffrescamento si traduca in un aggravio dei consumi. Resta da vedere se la denuncia troverà spazio nei prossimi provvedimenti di spesa. Nel frattempo, per famiglie, studenti e lavoratori della scuola, la gestione del caldo nelle aule continua a essere affidata, in larga parte, alle soluzioni improvvisate dei singoli istituti.

Francesco Perrone

Presidente UNLA Bovalino

Scuola e territorio Politiche educative Dispersione scolastica

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