La riforma dell'istruzione tecnica entra nella sua fase operativa. Con la trasmissione agli Uffici scolastici regionali, avvenuta il 4 giugno, del decreto che individua le nuove classi di concorso, l'impianto normativo che accompagnerà l'avvio del riordino dalle classi prime del 2026/27 è ormai quasi completo. Resta da pubblicare il tassello delle Linee Guida, mentre i sindacati segnalano un ritardo che rischia di complicare la definizione degli organici già in corso.
Da dove nasce il riordino
La cornice è il decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, in particolare gli articoli 26 e 26-bis, che hanno avviato la revisione dell'assetto ordinamentale degli istituti tecnici. Il provvedimento attuativo è il decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, registrato dalla Corte dei Conti il 6 marzo scorso, che definisce indirizzi, articolazioni, quadri orario e risultati di apprendimento dei percorsi. L'obiettivo dichiarato è aggiornare i curricoli in funzione delle competenze richieste dal sistema produttivo, rafforzando la didattica laboratoriale e il legame tra scuola e mondo del lavoro.
Le nuove classi di concorso
Il passaggio più atteso dal personale docente è arrivato con il decreto ministeriale n. 71 del 29 aprile 2026, che individua le classi di concorso da assegnare alle discipline dei nuovi quadri orario, per il primo biennio, il secondo biennio e il quinto anno. Il testo, registrato dagli organi di controllo, è stato inviato agli Uffici scolastici regionali il 4 giugno insieme agli allegati per ciascun indirizzo. Rispetto alla bozza circolata nelle settimane precedenti, il decreto interviene su alcuni indirizzi e aggiunge nuove atipicità, cioè la possibilità di assegnare determinati insegnamenti a più classi di concorso.
Indirizzi e articolazioni
I nuovi percorsi sono organizzati negli indirizzi definiti dagli allegati al decreto. Tra i principali figurano:
- Amministrazione, finanza e marketing, con le articolazioni "Relazioni internazionali per il marketing" e "Sistemi informativi aziendali";
- Turismo, beni culturali e ambientali;
- Agraria, agroalimentare e agroindustria, con la specializzazione di Enotecnico;
- Chimica e Costruzioni;
- Elettronica ed elettrotecnica;
- Grafica e comunicazione;
- Informatica, Meccanica e Sistema moda.
Quadri orario e autonomia delle scuole
Il decreto distingue un'area di indirizzo generale, comune a tutti i percorsi, e un'area di indirizzo flessibile, differenziata per indirizzo e articolazione. Cresce il peso dell'autonomia scolastica: alle classi prime sono riservate 66 ore annue di quota a disposizione dell'istituto, che salgono a 231 ore al quinto anno. Viene inoltre incrementato il monte ore di compresenza nei laboratori, esteso anche agli indirizzi del settore economico, a conferma della centralità della dimensione applicativa. Già con la nota n. 1397 del 19 marzo 2026 il Ministero aveva invitato a un utilizzo "guidato" delle 66 ore del biennio, per evitare squilibri negli organici e possibili situazioni di esubero.
Cosa cambia per studenti e docenti
Il riordino riguarda soltanto le classi prime del prossimo anno scolastico: gli studenti già iscritti proseguiranno con l'ordinamento attuale fino al termine del percorso. Il corso di studi resta di cinque anni e il modello "4+2", che collega gli istituti tecnici agli ITS Academy, non diventa obbligatorio per tutti. Per i docenti, invece, il nodo è la ricaduta sulle cattedre: l'aggiornamento delle classi di concorso e la rimodulazione delle ore incidono sulla composizione degli organici e sull'individuazione di eventuali perdenti posto.
Le critiche dei sindacati
Proprio sui tempi si concentrano le obiezioni della FLC CGIL, che ha definito il decreto sulle classi di concorso tardivo e poco efficace. Secondo il sindacato il provvedimento arriva quando le cattedre sono già state inserite a sistema, con la conseguente individuazione dei perdenti posto o di ore: le atipicità ridefinite, osserva la federazione, difficilmente potranno incidere su una fase ormai avviata. Resta inoltre da pubblicare il documento più rilevante per l'organizzazione concreta delle scuole, le Linee Guida previste dall'articolo 9, comma 3, del DM 29/2026, all'interno delle quali lo stesso quadro delle classi di concorso potrà ancora essere oggetto di revisione.
Le prospettive
Con i decreti ordinamentali registrati e il quadro delle classi di concorso trasmesso agli Uffici scolastici, la riforma è pronta a partire dalle prime classi a settembre. La partita decisiva si gioca però sulle Linee Guida e sulla gestione degli organici: per i docenti degli istituti tecnici sarà essenziale verificare l'abbinamento tra disciplina e classe di concorso nei nuovi quadri orario, mentre per le scuole la sfida sarà tradurre il margine di autonomia in scelte coerenti con i profili in uscita, senza generare esuberi. Su entrambi i fronti i prossimi provvedimenti ministeriali saranno determinanti.
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