Si chiude la stagione della mobilità per il personale della scuola. Dopo i movimenti dei docenti, del personale educativo e degli insegnanti di religione, diffusi tra fine maggio e i primi di giugno, è il turno del personale ATA: secondo il calendario delle operazioni per l'anno scolastico 2026/2027, la pubblicazione dei movimenti è fissata per il 10 giugno. Per assistenti amministrativi, assistenti tecnici, collaboratori scolastici e per gli altri profili è il momento di verificare l'esito della domanda e, per chi non ha ottenuto il trasferimento sperato, di valutare le strade del reclamo e del ricorso.
Il calendario delle operazioni
La tornata di mobilità 2026/2027 ha seguito una scansione precisa. Le domande del personale ATA sono state presentate tra il 23 marzo e il 9 aprile, con pubblicazione dei movimenti collocata al 10 giugno; per i docenti gli esiti erano stati diffusi il 29 maggio, per il personale educativo il 4 giugno e per gli insegnanti di religione cattolica il 5 giugno. Con la pubblicazione ATA si completa così il quadro dei trasferimenti che concorrono a definire gli organici delle scuole in vista di settembre.
Le novità sui vincoli
Per l'anno scolastico 2026/2027 il Contratto collettivo nazionale integrativo sulla mobilità 2025-2028 ha introdotto alcune modifiche rilevanti alle deroghe al vincolo di permanenza. In particolare, il limite di età dei figli utile a usufruire della deroga è stato abbassato da 16 a 14 anni, mentre è stata eliminata la deroga per il ricongiungimento al genitore over 65, che non consente più di superare il vincolo triennale. Si tratta di un irrigidimento che ha pesato sulle possibilità di trasferimento di una parte del personale e che la UIL Scuola RUA, tra le altre sigle, ha chiesto di ricondurre pienamente alla contrattazione nazionale.
Le precedenze e la Legge 104
Restano centrali, nelle operazioni di mobilità, le precedenze previste per chi assiste familiari in condizione di disabilità o ne è titolare, disciplinate dalla legge 104/1992, in particolare agli articoli 21 e 33. Sono criteri che incidono in modo significativo sull'ordine di assegnazione delle sedi e che è bene tenere presenti nella lettura del proprio esito.
Come verificare il proprio movimento
Ogni dipendente può controllare l'esito della propria domanda accedendo all'area personale su Istanze Online: lì è indicata la sede eventualmente assegnata. È utile verificare con attenzione il punteggio attribuito, le preferenze espresse e il rispetto dell'ordine delle stesse, perché proprio su questi elementi si concentrano gran parte delle contestazioni. Un controllo accurato dei dati è il primo passo per capire se l'assegnazione è corretta o se vi siano i margini per un'azione successiva.
Reclami e ricorsi
Chi ritiene che il proprio movimento non rispetti i criteri previsti può presentare reclamo all'amministrazione nei termini indicati con la pubblicazione degli esiti: si tratta dello strumento più rapido per chiedere la correzione di errori materiali o di calcolo, con conseguente eventuale rettifica delle operazioni. Resta inoltre percorribile la via del ricorso. È consigliabile, in caso di dubbi, rivolgersi alla propria organizzazione sindacale o a un patronato per una valutazione puntuale della situazione, evitando iniziative tardive che potrebbero precludere la tutela.
I prossimi passi
Con la chiusura della mobilità, l'attenzione si sposta ora sulla definizione degli organici e, a seguire, sulle procedure per le supplenze e le immissioni in ruolo del personale ATA per il 2026/2027. I movimenti pubblicati incidono infatti sulle disponibilità che verranno utilizzate nelle fasi successive. Per il personale è quindi il momento di fare il punto sulla propria posizione: dalla sede ottenuta, o dalla sua eventuale rettifica, dipenderà l'avvio del prossimo anno scolastico.
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