Conto alla rovescia per la Maturità 2026, l'esame che quest'anno torna a chiamarsi ufficialmente così e che coinvolge circa mezzo milione di studenti delle classi quinte della scuola secondaria di secondo grado. La macchina organizzativa entra nel vivo la prossima settimana: le commissioni si insediano martedì 16 giugno con la riunione preliminare, mentre le prove scritte prendono il via giovedì 18 giugno. Per maturandi, famiglie e docenti è il momento di mettere a fuoco calendario, regole e novità di un esame profondamente rinnovato.
Il calendario delle prove
Le date sono ormai fissate. La prima prova scritta, quella di italiano uguale per tutti gli indirizzi, si svolge giovedì 18 giugno e propone sette tracce ripartite tra analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità. La seconda prova, sulla materia caratterizzante ciascun indirizzo, è in programma venerdì 19 giugno. A seguire prenderanno avvio i colloqui orali, calendarizzati a partire da martedì 23 giugno secondo l'organizzazione stabilita da ciascuna commissione.
L'insediamento e le commissioni
Il 16 giugno le commissioni, già pubblicate, si riuniscono per la seduta di insediamento: è il momento in cui presidenti e commissari prendono visione degli atti, definiscono i criteri di valutazione e organizzano il lavoro dei giorni successivi. La commissione è di tipo misto, con un presidente esterno affiancato da membri interni ed esterni, secondo l'impianto dell'esame di Stato disciplinato dal decreto legislativo 62/2017 e aggiornato dalle ultime modifiche normative. Sul piano organizzativo, le scuole hanno dovuto individuare e comunicare tramite SIDI i referenti del plico telematico per ciascuna sede d'esame.
Le novità della riforma
L'edizione 2026 porta con sé i cambiamenti introdotti dal decreto-legge n. 127 del 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 novembre scorso. La novità più discussa riguarda il colloquio orale, che diventa obbligatorio: viene meno la possibilità di presentarsi e restare in silenzio, la cosiddetta "scena muta". Chi rifiuta di sostenere il colloquio rischia conseguenze pesanti sull'esito complessivo dell'esame. Accanto a questo, cresce il peso del voto in condotta, che torna a incidere in modo significativo sul percorso valutativo. Sul piano simbolico, il provvedimento ripristina ufficialmente la denominazione "Maturità" al posto della formula burocratica di "Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo".
Divieti e regole durante le prove
Confermata la linea rigorosa sui dispositivi elettronici. Durante le prove scritte è vietato l'uso di telefoni cellulari, smartphone, smartwatch e di qualsiasi apparecchiatura in grado di consultare file o di inviare e ricevere dati. La violazione comporta l'esclusione da tutte le prove d'esame, una sanzione che ogni anno coinvolge alcuni candidati e che le commissioni richiamano espressamente in apertura. Resta inoltre in vigore il documento del consiglio di classe del 15 maggio, che non è stato eliminato e che costituisce il riferimento per impostare il colloquio.
Cosa aspetta studenti e docenti
Per i maturandi le prossime giornate sono quelle della volata finale: ripasso mirato, gestione dell'ansia e attenzione alle regole pratiche, a partire dal divieto di dispositivi. Per i docenti impegnati come commissari, l'insediamento del 16 giugno segna l'avvio di un lavoro intenso che si protrarrà per tutta la sessione. Va ricordato che, fino al termine delle operazioni d'esame, il personale non designato resta comunque a disposizione per eventuali nomine. Con la prima prova di giovedì si apre dunque un percorso che, tra scritti e orali, accompagnerà mezzo milione di studenti fino al traguardo del diploma.
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