Si è chiuso al Ministero dell'Istruzione e del Merito il confronto con le organizzazioni sindacali sui criteri di attribuzione degli incarichi dirigenziali e sulla mobilità interregionale dei dirigenti scolastici per l'anno scolastico 2026/27. L'incontro conclusivo si è svolto nella mattinata del 10 giugno, dopo l'avvio del confronto nei giorni precedenti e l'illustrazione alle parti sindacali della bozza di circolare destinata ai direttori generali degli Uffici scolastici regionali. Da quel testo, ormai in dirittura d'arrivo, dipenderanno tempi e modalità delle operazioni che interessano i dirigenti in servizio e quelli di prossima nomina.
Il calendario delle operazioni
Il quadro temporale, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali presenti al tavolo, è già delineato. La scadenza per la presentazione delle istanze di mobilità interregionale è fissata al 1° luglio, da quest'anno esclusivamente in modalità online. Le operazioni dovranno concludersi entro il 15 luglio, data prevista anche per la pubblicazione dei movimenti. La circolare ufficiale, atteso il passaggio formale, dovrebbe essere inviata agli USR a stretto giro per consentire l'apertura delle funzioni nei tempi previsti.
Le novità della circolare
Sul piano dei contenuti, il testo ricalca in larga parte quello dell'anno precedente, con alcune correzioni richieste in sede di confronto. Tra queste, secondo la FLC CGIL, l'accoglimento della possibilità di indicare fino a cinque regioni nelle domande di mobilità interregionale, in luogo delle quattro previste in passato.
Un secondo punto riguarda i dirigenti individuati come soprannumerari e titolari di incarico in una provincia diversa da quella di residenza: per questi casi è stata richiesta e, stando alla ricostruzione sindacale, recepita nella bozza una clausola di salvaguardia che riserva loro priorità nelle richieste di rientro, sia durante il triennio sia al termine dello stesso. La materia degli incarichi resta comunque incardinata nella disciplina del pubblico impiego e della dirigenza definita dal D.Lgs. 165/2001, oltre che dal CCNL dell'Area Istruzione e Ricerca.
I numeri delle assunzioni
Nel corso del confronto l'amministrazione ha illustrato anche il quadro dei contingenti assunzionali. Secondo i dati riferiti dai sindacati, le richieste di autorizzazione inviate al Ministero dell'Economia e delle Finanze ammontano a 366 unità, comprese 18 permanenze in servizio già autorizzate dagli USR; i posti effettivamente vacanti e disponibili per le assunzioni risulterebbero al momento 348, un numero che potrebbe crescere dopo l'ulteriore certificazione dei pensionamenti.
Nella graduatoria nazionale del concorso resterebbero ancora 1.568 vincitori da assumere. Le proiezioni circolate al tavolo, da considerare come stime ancora da affinare, parlano di un'ottantina di posti destinati alla mobilità e di un riparto tra graduatoria dell'ordinario e graduatoria del riservato. Il quadro regionale definitivo, ha precisato l'amministrazione, sarà comunicato soltanto dopo il 15 luglio, una volta completate le operazioni di mobilità.
Il nodo delle fasce di complessità
Tra i temi sollevati dalle organizzazioni sindacali resta quello della pesatura delle istituzioni scolastiche, ossia delle fasce di complessità che incidono sulla retribuzione di posizione dei dirigenti. Più sigle hanno chiesto che il decreto sulle fasce per il 2026/27 venga emanato prima della pubblicazione della circolare, così da garantire trasparenza nelle scelte. Su questo fronte il Ministero avrebbe ribadito l'impegno a rivedere le fasce al termine delle operazioni di mobilità, rinviando di fatto la definizione del quadro complessivo.
Cosa attendere ora
Con la chiusura del confronto, la palla passa all'amministrazione, chiamata a formalizzare e diramare la circolare agli USR. Per i dirigenti scolastici interessati alla mobilità interregionale, l'orizzonte operativo è ravvicinato: domande entro il 1° luglio e movimenti entro il 15 luglio, con un margine di tempo ristretto per valutare disponibilità e preferenze. Restano invece da chiarire alcuni aspetti destinati a pesare nelle prossime settimane, dal numero definitivo delle assunzioni autorizzate dal MEF alla revisione delle fasce di complessità, che continueranno a essere oggetto di confronto tra Ministero e sindacati anche dopo la conclusione delle operazioni.
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