Si avvicina una scadenza chiave per la continuità didattica sul sostegno nel prossimo anno scolastico. Entro lunedì 15 giugno, nell'ambito della procedura che consente di confermare il docente a tempo determinato sullo stesso posto su richiesta della famiglia, l'insegnante interessato è chiamato a esprimere il proprio consenso alla riconferma. Una tappa importante, ma che non chiude ancora la partita: la scelta diventerà infatti vincolante solo in un momento successivo.
La procedura passo per passo
La conferma del supplente di sostegno segue una sequenza di tappe ben definite, che coinvolge famiglia, scuola, docente e Ufficio scolastico territoriale:
- entro il 31 maggio la famiglia dell'alunno con disabilità presenta al dirigente scolastico la richiesta di conferma del docente (la relativa funzione SIDI è stata attivata dalle ore 14 del 28 maggio);
- entro il 15 giugno, valutata positivamente la richiesta nell'interesse dell'alunno — anche sentito il GLO — e dopo aver verificato i requisiti, il dirigente acquisisce il consenso del docente interessato;
- entro il 26 giugno, se l'istruttoria è positiva, il dirigente comunica l'esito all'Ufficio scolastico territoriale tramite SIDI.
Le operazioni di continuità non sono immediate: gli uffici scolastici vi procedono solo dopo aver completato le fasi relative al personale di ruolo e a quello destinatario di contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato finalizzato al ruolo.
Il 15 giugno: il consenso del docente
Il passaggio del 15 giugno è quello che riguarda direttamente l'insegnante. In questa fase il docente comunica al dirigente la propria disponibilità a essere confermato. Si tratta, tuttavia, di una manifestazione di volontà non ancora vincolante: il consenso espresso al dirigente non produce, di per sé, effetti obbligatori.
È un aspetto cruciale da comprendere bene, perché evita equivoci: dare la disponibilità in questa fase non "blocca" definitivamente il docente, che conserva la possibilità di confermare o rivedere la propria scelta nel passaggio successivo.
Quando la scelta diventa vincolante: la domanda POLIS
La volontà definitiva e vincolante viene espressa dal docente soltanto al momento della presentazione dell'istanza POLIS per le supplenze. È in quella sede che l'insegnante accetta formalmente la conferma — indicando la tipologia di contratto — oppure la rifiuta.
Un dettaglio operativo importante: secondo le indicazioni fornite, il docente che dà la disponibilità alla conferma è comunque tenuto a compilare la domanda di supplenza inserendo anche le preferenze (fino a un massimo di 150), come previsto per la procedura ordinaria. La conferma, infatti, si inserisce nel più ampio meccanismo di attribuzione delle supplenze.
Chi può essere confermato
La riconferma non è automatica e non riguarda tutti i supplenti. Oltre alla richiesta della famiglia e alla valutazione positiva del dirigente, occorre il possesso dei requisiti previsti e la "nominabilità" del docente nell'ambito delle ordinarie operazioni di attribuzione delle supplenze. Restano quindi esclusi, ad esempio, i casi che non rientrano nelle condizioni stabilite dalla normativa, anche in presenza di una esplicita richiesta della famiglia.
Il quadro normativo
La misura trova fondamento nel D.L. 127/2025, che ha esteso anche agli anni scolastici 2026/2027 e 2027/2028 la procedura di conferma del docente di sostegno a tempo determinato. L'attuazione operativa è affidata alla nota ministeriale n. 7766 del 26 marzo 2026 e all'articolo 13 dell'Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, che ne definiscono procedure e tempistiche.
Sul piano dei princìpi, la misura risponde all'obiettivo della continuità educativa e didattica per gli alunni con disabilità, valore richiamato dal D.Lgs. 66/2017 in materia di inclusione scolastica.
Cosa significa per docenti e famiglie
Per i docenti precari di sostegno, la scadenza del 15 giugno richiede una scelta consapevole, da maturare conoscendo bene la differenza tra il consenso iniziale e l'impegno vincolante che si assumerà solo con la domanda POLIS. È utile quindi informarsi per tempo sulle proprie posizioni in graduatoria e sulle tipologie di contratto.
Per le famiglie degli alunni con disabilità, la procedura rappresenta uno strumento per favorire la stabilità della relazione educativa, evitando il cambio annuale dell'insegnante. Resta però la consapevolezza che la conferma dipende da una serie di condizioni — requisiti, valutazione del dirigente, disponibilità del docente — che non sempre si realizzano tutte. Seguire le scadenze e mantenere un dialogo con la scuola resta, da entrambe le parti, la strada migliore.
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