Mentre si chiude l'anno scolastico 2025/2026, le famiglie guardano già al prossimo. Le Regioni e le Province autonome hanno definito le date di avvio delle lezioni per il 2026/2027: la campanella tornerà a suonare, nella maggior parte dei territori, tra il 7 e il 16 settembre 2026, con le consuete differenze locali. A queste si aggiunge una novità destinata a far discutere, quella dell'Emilia-Romagna.
Quando si torna in classe
Non esiste una data unica nazionale per il primo giorno di scuola: ogni Regione fissa il proprio calendario. Per il 2026/2027 l'avvio delle lezioni si colloca, per gran parte dei territori, nella seconda settimana di settembre. Tradizionalmente la Provincia autonoma di Bolzano è tra le prime a ripartire, all'inizio del mese, mentre numerose Regioni del Centro-Sud collocano il rientro intorno alla metà di settembre. Le date puntuali sono indicate nei singoli calendari regionali, che è sempre opportuno consultare nella versione ufficiale.
La novità dell'Emilia-Romagna
L'elemento più discusso riguarda l'Emilia-Romagna, dove dal 31 agosto al 14 settembre alcune scuole primarie potranno restare aperte in anticipo rispetto all'avvio ufficiale delle lezioni, fissato in regione per il 15 settembre. Non si tratta di anticipare l'anno scolastico: la Regione ha approvato una sperimentazione che, in 42 tra Comuni e Unioni di Comuni, finanzia con 3 milioni di euro progetti di attività extrascolastiche del mattino, come laboratori, sport, musica, gioco e assistenza. La platea potenziale è stimata in circa 100mila bambini.
L'obiettivo dichiarato è sostenere la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro delle famiglie, coprendo le settimane in cui molte attività lavorative sono già ripartite. La misura, presentata come un primo passo da rendere strutturale dal 2027/2028, ha raccolto consensi tra molti genitori ma anche le proteste degli operatori turistici, che temono ripercussioni sull'ultima parte della stagione estiva.
Le festività comuni a tutte le scuole
Se le date di avvio variano, alcuni momenti del calendario sono comuni a tutto il territorio nazionale. Sono fissate a livello statale, in particolare, le principali festività: oltre alle vacanze di Natale e di Pasqua, restano giornate di sospensione delle lezioni quelle delle ricorrenze nazionali e civili. Le Regioni possono poi aggiungere ulteriori giorni di sospensione e adattare il calendario in base alle esigenze locali e alle festività del santo patrono.
Perché le date cambiano da regione a regione
La competenza sul calendario scolastico è regionale: spetta alle Regioni stabilire l'inizio e la fine delle lezioni, nel rispetto del monte ore minimo annuale e del numero minimo di giorni di lezione. Le singole istituzioni scolastiche, nell'ambito dell'autonomia riconosciuta dal DPR 275/1999, possono inoltre adattare il calendario regionale, ad esempio anticipando l'avvio o introducendo specifiche sospensioni, purché sia garantito il numero di giorni di lezione previsto.
Cosa fare per conoscere la data della propria scuola
Per le famiglie l'indicazione pratica è duplice: verificare la delibera regionale sul calendario 2026/2027, che fissa il quadro generale, e poi controllare le eventuali integrazioni decise dal singolo istituto, pubblicate sul sito della scuola e sul registro elettronico. Solo l'insieme dei due documenti restituisce la data effettiva del primo giorno di lezione e l'elenco completo delle sospensioni.
Il dibattito sull'organizzazione dei tempi scolastici, tra anticipi sperimentali e richieste di posticipare l'avvio, resta aperto. NewsIstruzione.it pubblicherà il quadro aggiornato dei calendari regionali non appena tutte le delibere saranno disponibili nella versione ufficiale.
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