Sul personale ATA si giocano in queste settimane due partite parallele. Da un lato lo schema di decreto interministeriale sulle dotazioni organiche per il 2026/27, su cui i sindacati lanciano l'allarme per il rischio di tagli ai collaboratori scolastici. Dall'altro l'attuazione della nuova figura dell'operatore scolastico, prevista dal rinnovo contrattuale, di cui le organizzazioni chiedono al Ministero un avvio rapido e regole chiare.
Lo schema di decreto sugli organici ATA
La dotazione organica del personale amministrativo, tecnico e ausiliario viene definita ogni anno con un decreto interministeriale, condiviso in via preliminare con le organizzazioni sindacali attraverso un'informativa. Lo schema relativo al 2026/27 è proprio l'oggetto del confronto in corso: è il documento che stabilisce quanti posti saranno disponibili, profilo per profilo, nelle scuole statali per il prossimo anno.
Secondo le informative sindacali, la bozza prevederebbe una riduzione di circa 2.174 posti di collaboratore scolastico rispetto all'anno in corso. Si tratta di un dato riferito allo schema in discussione e quindi ancora suscettibile di modifiche prima dell'adozione definitiva del provvedimento, che dovrà completare l'iter di registrazione previsto per gli atti amministrativi.
Il nodo dei collaboratori scolastici
È proprio sui collaboratori scolastici che si concentra la preoccupazione maggiore. Le organizzazioni sindacali sostengono che una contrazione dei posti, in un contesto di organici già ritenuti sottodimensionati, rischi di tradursi in carichi di lavoro più pesanti, maggiore ricorso alle supplenze e difficoltà nella gestione quotidiana della vigilanza e dei servizi nelle scuole.
Il tema si intreccia con la più ampia questione del precariato ATA, da tempo al centro del dibattito e delle vertenze. Per i sindacati ridurre i posti in organico va nella direzione opposta rispetto all'obiettivo, da loro rivendicato, di stabilizzare il personale e garantire continuità ai servizi amministrativi e ausiliari.
La nuova figura dell'operatore scolastico
Parallelamente avanza, sul piano contrattuale, il capitolo della nuova figura professionale dell'operatore scolastico, introdotta nell'ambito della riorganizzazione delle aree del personale ATA. Si tratta di un profilo destinato ad arricchire i compiti dell'area, anche in chiave di supporto all'organizzazione scolastica e, secondo le ricostruzioni sindacali, all'inclusione degli alunni con disabilità, nel quadro definito dal D.Lgs. 66/2017.
I sindacati firmatari del contratto hanno chiesto al Ministero un incontro urgente per accelerare i tempi: la nuova figura, sottolineano, rischia di restare sulla carta se non vengono definiti con precisione mansioni, requisiti, modalità di accesso e decorrenza. Il quadro complessivo dei profili del personale ATA resta ancorato alla cornice del Testo Unico della scuola (D.Lgs. 297/1994) e alle tabelle del contratto nazionale.
Cosa chiedono i sindacati
Le richieste delle sigle di categoria — FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF — si muovono su due binari. Sul fronte degli organici, chiedono di evitare tagli e di garantire dotazioni adeguate alle reali esigenze delle scuole, a partire dai collaboratori scolastici. Sul fronte contrattuale, premono perché l'attuazione dell'operatore scolastico e degli altri istituti della parte normativa del CCNL avvenga senza ulteriori rinvii.
Le due partite, pur distinte, sono lette dalle organizzazioni come parte di un'unica posta in gioco: la tenuta dei servizi e la valorizzazione di un personale che svolge funzioni essenziali per il funzionamento quotidiano degli istituti.
I prossimi passaggi
Nelle prossime settimane il decreto sulle dotazioni organiche dovrà essere adottato in via definitiva: solo allora si conoscerà il numero effettivo dei posti per il 2026/27, base di partenza per le immissioni in ruolo e per le supplenze del personale ATA. Un calendario serrato, che si incrocia con l'avvio dell'anno scolastico e con le operazioni già in corso, dalla mobilità alle graduatorie provinciali permanenti.
Per il personale ATA, in particolare per i collaboratori scolastici, sarà decisivo monitorare gli esiti del confronto: dai numeri definitivi del decreto dipenderanno tanto le opportunità di stabilizzazione quanto il volume delle supplenze disponibili a settembre.
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