L’Ambasciata d’Italia a Bangkok ha diffuso questa mattina, domenica 26 luglio 2026, una nota ufficiale per esprimere "profondo rammarico" in merito a un episodio di inciviltà che ha visto protagonisti alcuni studenti italiani. Il fatto, documentato da un video diventato virale sui social media nelle ultime ore, riguarda un gruppo di minorenni impegnati in un viaggio d’istruzione in Thailandia, ripresi mentre rivolgevano insulti e tenevano un comportamento molesto nei confronti dei passeggeri all'interno della metropolitana della capitale asiatica.
La rappresentanza diplomatica italiana ha condannato con fermezza l'accaduto, definendo "inappropriato e offensivo" l'atteggiamento dei giovani connazionali. Nel comunicato, l'Ambasciata ha sottolineato come tali episodi non solo danneggino l'immagine dell'Italia all'estero, ma contrastino con i valori di rispetto e convivenza civile che la scuola italiana si impegna a trasmettere.
La dinamica dell'evento e la diffusione del video
Secondo quanto ricostruito attraverso le segnalazioni giunte alle autorità consolari, il gruppo di studenti si trovava a bordo di un convoglio della metropolitana di Bangkok durante una delle tappe del viaggio scolastico. Nel filmato, girato da altri passeggeri e poi rimbalzato su diverse piattaforme digitali, si vedono i ragazzi urlare, schernire i presenti e utilizzare un linguaggio volgare, apparentemente convinti di non essere compresi a causa della barriera linguistica.
Tuttavia, la risonanza globale dei social ha reso l'episodio immediatamente visibile anche in Italia, scatenando una pioggia di critiche. L'Ambasciata ha agito tempestivamente per arginare il danno d'immagine, porgendo le scuse formali alle autorità locali e alla cittadinanza thailandese, storicamente molto sensibile al tema del decoro pubblico e del rispetto reciproco.
Cosa rischiano gli studenti: sanzioni e voto in condotta
Dal punto di vista normativo, l’episodio apre un fronte disciplinare complesso per l’istituzione scolastica di appartenenza. Anche se il fatto è avvenuto all'estero e fuori dall'orario strettamente didattico, i viaggi di istruzione sono a tutti gli effetti attività scolastiche. Questo significa che si applicano le disposizioni del DPR 249/1998 (Statuto delle studentesse e degli studenti).
Le scuole, nel rispetto della propria autonomia e del Regolamento di Istituto, possono adottare sanzioni che vanno dalla sospensione con obbligo di frequenza (attività socialmente utili) fino all'allontanamento dalla comunità scolastica nei casi più gravi. Con le recenti riforme sul voto in condotta, un comportamento di questo tipo, che lede il prestigio della scuola e del Paese, può avere ripercussioni dirette sulla valutazione finale del comportamento, con il rischio concreto di non raggiungere la sufficienza, condizione necessaria per l'ammissione all'anno successivo o all'Esame di Stato.
La responsabilità dei docenti: la "culpa in vigilando"
L'episodio riaccende inevitabilmente il dibattito sulla responsabilità dei docenti accompagnatori. La giurisprudenza italiana è molto rigorosa sul concetto di culpa in vigilando: i docenti hanno l'obbligo di vigilare sulla sicurezza e sul comportamento degli alunni per l'intera durata del viaggio, 24 ore su 24.
Sebbene non sia umanamente possibile controllare ogni singolo gesto in ogni istante, la responsabilità civile ricade sull'amministrazione scolastica (e potenzialmente sui docenti in caso di colpa grave) se non viene dimostrato di aver adottato tutte le misure preventive necessarie per evitare il danno. In questo caso, oltre al danno d'immagine, potrebbero configurarsi profili di responsabilità qualora le autorità thailandesi decidessero di procedere per disturbo della quiete pubblica o altre fattispecie previste dall'ordinamento locale.
Il ruolo del Patto di Corresponsabilità
Quanto accaduto a Bangkok mette in luce una crisi del Patto di Corresponsabilità Educativa che lega scuola e famiglia. Spesso i viaggi d'istruzione vengono percepiti dai ragazzi come zone franche dove le regole della convivenza civile possono essere sospese. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha più volte ribadito, attraverso circolari e note operative, che la finalità del viaggio d'istruzione è prioritariamente formativa e culturale.
Le famiglie, sottoscrivendo il Patto all'inizio dell'anno, si impegnano a collaborare con la scuola affinché i figli rispettino le regole anche fuori dalle mura scolastiche. In questo scenario, è probabile che l'istituto coinvolto convochi i genitori al rientro in Italia per definire non solo le sanzioni, ma anche un percorso di recupero educativo.
Date e prossimi passi
Nelle prossime settimane, con la ripresa delle attività amministrative a pieno regime in vista di settembre, si attendono i provvedimenti formali da parte del Consiglio di Istituto della scuola coinvolta. L'Ambasciata continuerà a monitorare la situazione in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri e il MIM per assicurarsi che l'incidente non comprometta i rapporti bilaterali e i futuri scambi culturali tra le scuole dei due Paesi.
Al momento non sono state rese note le generalità degli studenti né il nome dell'istituto scolastico, nel rispetto della normativa sulla privacy dei minori, ma il caso è già diventato un precedente citato nelle discussioni sulla revisione delle linee guida per le uscite didattiche all'estero.




