Vai al contenuto
banner laurea
Bimba bocciata in prima elementare: il Tar annulla, "manca il piano su misura"

Bimba bocciata in prima elementare: il Tar annulla, "manca il piano su misura"

La bocciatura di un alunno alla scuola primaria è un evento eccezionale, ma quando si tratta della prima classe e in presenza di difficoltà di apprendimento già note, la decisione diventa ancora più delicata. Una recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha riacceso i riflettori sulla responsabilità delle istituzioni scolastiche nell'inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali. I giudici hanno infatti annullato il provvedimento di non ammissione alla seconda classe per una bambina di sei anni di Napoli, stabilendo che, in assenza di un adeguato supporto e di un piano didattico mirato, la bocciatura non può considerarsi valida.

L'obbligo del Piano Didattico Personalizzato

Il caso nasce dalla decisione del consiglio di classe di non ammettere l'alunna alla seconda elementare a causa di uno scarso rendimento e di alcune "criticità" comportamentali. I genitori, tuttavia, avevano tempestivamente segnalato alla scuola le fragilità della bambina, supportate da certificazioni specialistiche che attestavano un quadro psicologico delicato. Nonostante queste comunicazioni, l'istituto non ha mai predisposto un Piano Didattico Personalizzato (PDP).

I giudici amministrativi hanno sottolineato come la scuola abbia l'obbligo di attivare percorsi di apprendimento individualizzati quando si trova di fronte a studenti con difficoltà certificate o con disturbi dell'apprendimento, in linea con quanto previsto dalla Legge 8 ottobre 2010, n. 170. Senza la definizione di obiettivi minimi, l'adozione di strumenti compensativi e l'applicazione di misure dispensative tarate sulle reali esigenze della bambina, la valutazione finale basata sul semplice "profitto" risulta illegittima e priva di fondamento educativo.

La valutazione nella scuola primaria e la retromarcia dell'istituto

La normativa italiana è particolarmente rigorosa riguardo alla non ammissione nella scuola primaria. Il Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62 chiarisce infatti che la bocciatura in questo grado di istruzione deve essere un'ipotesi del tutto eccezionale, da adottare solo in casi estremi e con motivazioni approfondite. Nel caso specifico, il TAR ha giudicato la decisione della scuola "intrinsecamente contraddittoria" e viziata da un evidente difetto di motivazione, proprio perché la bambina "non era stata inserita in alcun programma o intervento di recupero".

A seguito della sospensiva d'urgenza disposta dal tribunale, l'istituto scolastico ha dovuto fare marcia indietro. La dirigente ha convocato una seduta straordinaria del consiglio di interclasse nel mese di agosto, richiamando i docenti dalle ferie per riesaminare il caso. Al termine di una lunga discussione, il consiglio di interclasse (organo di valutazione del team docente della classe) ha revocato la bocciatura, ammettendo la bambina alla seconda classe. Nonostante la risoluzione formale, la famiglia ha comunque scelto di iscrivere la figlia in un altro istituto per l'anno scolastico successivo, denunciando la rottura del rapporto di fiducia con la scuola d'origine.

Cosa cambia concretamente per i docenti

Questa pronuncia offre una lezione fondamentale per tutto il personale scolastico, in particolare per i docenti della scuola primaria. La valutazione non può essere ridotta a una mera constatazione delle lacune dell'alunno alla fine dell'anno. Di fronte a segnali di disagio o a diagnosi cliniche presentate dalle famiglie, i consigli di classe devono agire tempestivamente.

Per gli insegnanti, questo significa che la stesura del PDP non è un adempimento burocratico facoltativo, ma un preciso dovere di tutela del diritto allo studio. Quando un alunno mostra difficoltà, è necessario documentare ogni tentativo di recupero e personalizzazione della didattica. Solo dimostrando di aver messo in campo tutte le strategie di supporto possibili, la scuola può eventualmente giustificare decisioni drastiche, che restano comunque l'estrema ratio del percorso educativo.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

Normativa scolastica Graduatorie GPS Concorsi docenti

Segui NewsIstruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola