Incontro chiave ieri, mercoledì 27 maggio 2026, tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto scuola. Al centro del confronto, l’informativa riguardante lo schema di decreto interministeriale per la definizione degli organici regionali dei docenti di Religione Cattolica (IRC) per l'anno scolastico 2026/2027. Il quadro emerso mostra una leggera flessione dei posti disponibili a livello nazionale, un calo che l’amministrazione riconduce principalmente all'andamento demografico, nonostante l’adesione degli studenti all’insegnamento della religione rimanga stabilmente elevata.
I numeri dell'organico 2026/2027 e il nodo del calo demografico
Per il prossimo anno scolastico 2026/2027, la dotazione organica nazionale effettiva per l'insegnamento della religione cattolica si attesta a 16.482 unità (corrispondente al 70% dei posti), in conformità con quanto originariamente stabilito dalla Legge 18 luglio 2003, n. 186. Il numero di 23.542 unità si riferisce invece alla totalità dei posti complessivi funzionanti a livello nazionale.
Rispetto all'anno scolastico precedente, si registra una contrazione complessiva dell'organico stimata in circa 172 posti. Questa riduzione tocca in modo differente i vari gradi di istruzione: le flessioni più consistenti si registrano nella scuola primaria e nell'infanzia, mentre la scuola secondaria di primo e secondo grado mostra cali più contenuti. Nonostante la diminuzione delle cattedre dovuta alla denatalità, la risposta delle famiglie e degli alunni resta solida, con una percentuale di adesione all'ora di religione cattolica che si conferma stabile attorno all'82% su base nazionale.
La voce dei sindacati: scorrimento immediato e stabilità lavorativa
I sindacati di categoria hanno espresso forti preoccupazioni e hanno avanzato precise richieste per tutelare i docenti precari e garantire continuità didattica. La UIL Scuola ha evidenziato la necessità di una gestione amministrativa trasparente e rapida delle graduatorie. Il sindacato ha chiesto con forza la tutela dei 1.928 posti già autorizzati per il concorso ordinario e l’immediato scorrimento delle graduatorie delle procedure straordinarie, che consentirebbe oltre 500 assunzioni a tempo indeterminato, riducendo sensibilmente il precariato storico della categoria.
Sulla stessa linea si colloca lo Snadir. Secondo le stime tecniche presentate dall'ufficio studi del sindacato, l'organico di diritto prevede 2.605 posti complessivi per coprire la quota del 70%. Di questi, 2.046 dovrebbero essere assegnati al concorso ordinario, mentre 559 risulterebbero disponibili per lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento dello straordinario. Lo Snadir ha ribadito l'assoluta urgenza di innalzare la quota dei posti di ruolo dal 70% al 95%, ritenendo l'attuale limite una scelta poco lungimirante che penalizza la stabilità professionale e non tiene conto delle reali esigenze delle scuole.
Prospettive e prossimi passi
Lo schema di decreto interministeriale sugli organici è attualmente in fase di perfezionamento presso i ministeri dell'Economia e delle Finanze e della Pubblica Amministrazione. Una volta completato questo iter burocratico, la palla passerà agli Uffici Scolastici Regionali (USR), che avranno il compito di ripartire concretamente i posti sui singoli territori, in stretta sinergia con le diocesi competenti.
Per le migliaia di docenti di religione, in gran parte con anni di servizio alle spalle, la definizione di questi numeri rappresenta un passaggio decisivo in vista delle immissioni in ruolo previste a partire dal 1° settembre 2026, un traguardo fondamentale per dare finalmente stabilità a un settore da troppo tempo caratterizzato da contratti a termine.
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