Scuola

Arretrati CCNL scuola, obiettivo erogazione entro giugno: in attesa della firma definitiva all'ARAN

17 maggio 2026 di Vincenzo Schirripa

L'erogazione degli arretrati del rinnovo contrattuale del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027 potrebbe arrivare in busta paga entro l'estate. L'obiettivo dichiarato dalle parti sindacali è chiudere l'iter entro giugno, in tempo utile per consentire ai docenti e al personale ATA in uscita dal 1° settembre 2026 di ottenere il ricalcolo dell'assegno pensionistico già sulla base degli importi aggiornati.

La parte economica del CCNL 2025-2027 è stata sottoscritta all'unanimità il 1° aprile 2026 presso l'ARAN, ma per la firma definitiva devono ancora completarsi i passaggi tecnici previsti dall'articolo 47 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, compresi i controlli della Corte dei Conti e le verifiche di compatibilità finanziaria.

Il quadro delle risorse stanziate

Il rinnovo è stato finanziato dalla legge 30 dicembre 2025, n. 207 (legge di bilancio 2026), che ha stanziato 240 milioni di euro aggiuntivi rispetto alle risorse già previste dalle precedenti manovre. L'accordo riconosce incrementi medi mensili lordi per il personale del comparto, differenziati per profilo e fascia stipendiale, secondo le tabelle allegate al testo contrattuale pubblicato sul sito ARAN.

Si tratta di un avanzamento significativo rispetto al precedente CCNL 2019-2021, che aveva riconosciuto incrementi medi di 123 euro per i docenti e di 89 euro per il personale ATA, e rispetto al CCNL 2022-2024, già in vigore, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio 2026.

Il calcolo degli arretrati

Per il 2025 il conteggio degli arretrati considera dodici mesi più la tredicesima mensilità. Per il 2026 sono invece conteggiati i primi sei mesi dell'anno, ipotizzando la firma definitiva entro giugno; in caso di slittamento dell'iter, il periodo di competenza si estenderebbe ai mesi successivi.

Gli importi degli arretrati lordi complessivi, sommando il 2025 e i primi sei mesi del 2026, variano per i docenti in base all'anzianità di servizio e all'ordine di scuola di appartenenza. Per il personale ATA gli arretrati sono differenziati per profilo e classe stipendiale. Le cifre riportate nelle tabelle ufficiali sono lordo dipendente: gli importi netti dipenderanno dalle trattenute previdenziali e dall'aliquota IRPEF applicata al singolo lavoratore.

Le novità a regime dal 2027

Dal 1° gennaio 2027 scatteranno gli incrementi sulla Retribuzione professionale docenti (RPD), differenziati per fasce di anzianità, oltre alle ulteriori voci di incremento previste dalla parte economica del contratto. È inoltre prevista la valorizzazione del nuovo profilo degli operatori scolastici, in cui confluiscono gli ex collaboratori tecnici delle aziende agrarie, con un incremento stipendiale più consistente rispetto a quello dei collaboratori scolastici tradizionali.

Misure di sostegno al reddito nella legge di bilancio

Accanto agli incrementi contrattuali, la legge di bilancio 2026 ha introdotto ulteriori misure fiscali e di welfare a favore del personale scolastico. È prevista la detassazione del salario accessorio, finanziata con 170 milioni di euro, che si tradurrà in un bonus una tantum di importo medio pari a circa 140 euro. Prosegue inoltre l'applicazione del taglio del cuneo fiscale e contributivo confermato dalla manovra, con effetti incrementali sulle retribuzioni nette dei lavoratori dipendenti.

I tempi tecnici per l'erogazione

Una volta completati i controlli della Corte dei Conti, il testo del CCNL sarà sottoscritto in via definitiva e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L'amministrazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze procederà quindi all'aggiornamento delle voci stipendiali sul sistema NoiPA, con la conseguente liquidazione degli arretrati e l'adeguamento del cedolino mensile.

L'ipotesi di lavoro condivisa dalle organizzazioni sindacali firmatarie resta quella di consentire l'erogazione entro la mensilità di luglio 2026, anche al fine di non penalizzare il personale che cesserà dal servizio il 31 agosto 2026 e che, a partire dal 1° settembre, accederà alla pensione con assegno calcolato sulla nuova base retributiva.

Tags: scuola stipendio
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