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Manzoni resta nei programmi, la posizione ufficiale di Valditara sul futuro scolastico

Manzoni resta nei programmi, la posizione ufficiale di Valditara sul futuro scolastico

Mentre il mondo della scuola si avvia verso la conclusione dell'anno scolastico 2025/2026, una questione di natura didattica sta accendendo il dibattito tra docenti, intellettuali e famiglie. Al centro della polemica c'è il presunto ridimensionamento di Alessandro Manzoni nei programmi dei licei. Oggi, domenica 26 aprile 2026, il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha preso una posizione netta per smentire le indiscrezioni circolate nelle ultime ore riguardo a un possibile declassamento de I Promessi Sposi.

Le preoccupazioni erano nate a seguito della proposta avanzata dalla Commissione ministeriale incaricata di aggiornare le Indicazioni Nazionali per i licei e le Linee guida per gli istituti tecnici e professionali. L'ipotesi sul tavolo era quella di spostare lo studio del capolavoro manzoniano dal secondo anno (biennio) al quarto anno (triennio), per inserirlo in un contesto cronologico più coerente con la storia della letteratura. Tuttavia, il Ministro ha chiarito che non vi è alcuna intenzione di ridurre il peso dell'opera nel percorso formativo degli studenti italiani.

Nessun taglio ai programmi: la precisazione del MIM

Nella mattinata di oggi, domenica 26 aprile 2026, il Ministro Valditara ha ribadito che la centralità di Manzoni non è in discussione. "Non scherziamo su pilastri della nostra cultura", ha dichiarato il titolare del Dicastero di Viale Trastevere, in un'intervista all'HUFFPOST, sottolineando come l'opera manzoniana resti un passaggio imprescindibile per la formazione dell'identità nazionale e linguistica dei giovani. Il lavoro della Commissione, i cui esiti definitivi sono attesi entro la fine di maggio 2026, mira a una riorganizzazione che possa rendere lo studio della letteratura più organico, ma senza sacrificare i testi fondamentali.

Il nodo della questione riguarda la collocazione temporale. Attualmente, nella maggior parte dei licei, I Promessi Sposi vengono affrontati durante il secondo anno. La proposta di spostarli al quarto anno nasce dall'esigenza, espressa da alcuni pedagogisti vicini al Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), di far coincidere la lettura del romanzo con lo studio del Romanticismo e del Risorgimento, argomenti solitamente trattati nel penultimo anno delle scuole superiori.

L'impatto sulla didattica dal prossimo anno scolastico

Se la proposta dovesse essere confermata nel testo finale del decreto ministeriale previsto per l'estate, le novità scatterebbero a partire dal 1° settembre 2026. Per i docenti di materie letterarie, questo significherebbe una rivoluzione nella programmazione del biennio. Tuttavia, i sindacati, tra cui la FLC CGIL e la CISL Scuola, hanno già chiesto un incontro urgente al Ministero per valutare l'impatto di tali modifiche sulla continuità didattica.

Secondo quanto emerso dai primi schemi della riforma, il MIM non intende imporre un obbligo rigido, ma fornire linee guida che permettano alle scuole, nell'ambito della loro autonomia (DPR 275/1999), di decidere come e quando approfondire l'opera. Resta fermo l'obiettivo di garantire che ogni studente, al termine del percorso di studi, abbia acquisito una conoscenza approfondita del romanzo.

Cosa succederà dopo il 26 aprile 2026

L'iter per l'approvazione delle nuove Indicazioni Nazionali è ancora in corso. Dopo il parere della Commissione, il testo dovrà passare al vaglio del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione), che dovrà esprimersi entro la metà di maggio 2026. Solo dopo questo passaggio, il Ministro potrà firmare il decreto definitivo.

Al momento, alle ore 11:24 di oggi, domenica 26 aprile 2026, non risultano circolari ufficiali già inviate alle scuole. I dirigenti scolastici e i collegi dei docenti dovranno quindi attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per modificare i PTOF (Piani Triennali dell'Offerta Formativa) in vista del prossimo settembre. La rassicurazione del Ministro sembra però voler chiudere preventivamente una stagione di proteste che avrebbe potuto coinvolgere anche le prove INVALSI e gli esami di Stato, confermando che Manzoni non si tocca.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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