"La rilevazione ISTAT appena pubblicata sulla dispersione scolastica in Italia (“Elet – Early Leavers from Education and Training”) offre un quadro estremamente positivo sui progressi fatti nel nostro Paese dal 2022 a oggi con l'attuale Governo. In base ai dati ISTAT, la dispersione scolastica in Italia nel 2025 ha registrato l’8,2% (6,7% considerando solo gli studenti con cittadinanza italiana), un dato eccezionale che certifica un notevole miglioramento del trend: l’Italia, con ben 5 anni di anticipo, ha già superato l’obiettivo del 9% fissato da Agenda 2030 della Unione Europea. Nel 2020 il nostro Paese mancò l’obiettivo UE, fissato al 10%, registrando una dispersione scolastica del 14,2%, lontana oltre 4 punti percentuali in confronto al target stabilito.
L'abbattimento della dispersione scolastica in Italia negli ultimi anni
I numeri parlano da soli: partendo da un 11,5% nel 2022, la politica scolastica del Governo Meloni ha conseguito:
- il 10,5% nel 2023
- il 9,8% nel 2024
- all'attuale 8,2%, che vede l'Italia in controtendenza positiva rispetto ad altri Paesi.
Tanto per fare alcuni esempi, nel 2024 la Germania aveva un tasso di dispersione pari a 12,9% e Paesi come Estonia, nel 2024, all'11%, Danimarca al 10,4%, Finlandia al 9,6%, negli ultimi anni hanno rivelato un trend negativo con un incremento dell'abbandono scolastico.
Il risultato raggiunto è anche frutto delle politiche introdotte per contrastare la dispersione scolastica: tra le iniziative di rilievo rammentiamo Agenda Sud e Agenda Nord, con lo sviluppo di didattiche innovative, del Decreto Caivano, che ha previsto norme e procedure più serie e rigorose per combattere la violazione dell’obbligo di frequenza scolastica.
In particolare, i dati emersi nella regione Campania sono un esempio inconfutabile di quanto Agenda Sud e Decreto Caivano abbiano funzionato: nell’a.s. 2024/2025 sono stati recuperati circa 8.000 studenti che avevano abbandonato la scuola. In generale, i dati degli studenti di cittadinanza italiana si collocano tra le migliori performance in Europa.
Vi è ancora un problema di dispersione legato invece agli studenti di cittadinanza straniera, che registrano nel 2025 il 26,2% di abbandoni: tuttavia, rispetto al 2022 - quando il dato era del 30,1% - è stato ottenuto un deciso miglioramento anche in questo contesto.
La percentuale ancora elevata di dispersione fra i giovani stranieri dimostra la necessità delle misure che abbiamo avviato in questo anno scolastico per potenziare l’insegnamento della lingua italiana con un investimento di oltre 13 milioni di euro e con la specializzazione di 1.000 docenti destinati a insegnare l’italiano agli studenti appena arrivati nel nostro Paese.
Questi dati notevolmente positivi si accompagnano anche al riconoscimento della riforma italiana del “4+2” contenuto nel recente rapporto OCSE ("Fondamenti della crescita e della competitività 2026"): “La formazione tecnica e professionale è stata oggetto di riforma per meglio rispondere alle esigenze del mondo del lavoro”.
Il netto calo della dispersione scolastica è un grande risultato per l’Italia intera e per i nostri giovani."
Così il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
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