Addio seconda lingua? I docenti si ribellano alla riforma 2026
Le sigle sindacali CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF hanno proclamato lo stato di agitazione del personale degli Istituti Tecnici statali, mentre la FLC CGIL ha scelto una strada separata, chiedendo il rinvio dell'intera riforma al 2027/28 tramite emendamento al DL 19/2026. Il fronte sindacale si mobilita contro una riforma che prenderà il via dal 2026/2027, mentre crescono le preoccupazioni per i tagli alle discipline umanistiche e alla seconda lingua comunitaria.
Il Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, registrato dalla Corte dei Conti il 6 marzo 2026 al n. 372, ridefinisce completamente l'assetto degli istituti tecnici nell'ambito delle riforme del PNRR. Le nuove disposizioni si applicheranno a partire dalle classi prime dell'anno scolastico 2026/2027, con una progressiva entrata a regime nei cinque anni di corso.
Le discipline sotto la scure dei tagli
La FLC CGIL ha registrato che nel settore economico si tagliano ore a Geografia e Lingue straniere, mentre nel settore tecnologico le Scienze sperimentali (comprendente gli insegnamenti di Scienze della Terra, Biologia, Chimica e Fisica) subiscono una riduzione complessiva da 528 ore a 297 ore con una perdita di 231 ore. Particolarmente significativo il caso della geografia, che viene limitata a una sola ora settimanale nella prima classe.
La riforma prevede riduzioni di ore in diverse discipline presenti negli istituti tecnici, tra cui geografia, arte, disegno tecnico, informatica, economia aziendale, diritto e seconda lingua comunitaria. È prevista anche una riduzione delle ore di italiano nel quinto anno.
La risposta delle organizzazioni sindacali
Il 1° aprile le sigle sindacali CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF hanno proclamato con una nota congiunta lo stato di agitazione del settore scuola per il personale docente, ATA e dirigente degli Istituti Tecnici statali. La comunicazione è stata inviata dai segretari Ivana Barbacci, Giuseppe D'Aprile, Elvira Serafini, Vito Carlo Castellana e Marcello Pacifico al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Dipartimento Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con richiesta di tentativo di conciliazione.
La FLC CGIL stavolta non c'è. La FLC CGIL che aveva firmato il CCNL non ha firmato la richiesta di conciliazione. La federazione punta al rinvio dell'avvio al 2027/28, da ottenere tramite emendamento al DL 19/2026, e denuncia la perdita netta di 561 ore di formazione curricolare.
L'obiettivo principale delle cinque sigle è salvaguardare le attuali titolarità per i docenti coinvolti nell'avvio dei nuovi percorsi di istruzione tecnica riguardante le classi prime nell'anno scolastico 2026/27, evitando il proporsi di situazioni di soprannumerarietà. I sindacati chiedono inoltre la predisposizione di interventi di modifica al DL 144/2022, art. 26 bis comma 1, con particolare riferimento all'allegato 2-ter, e la modifica del DM 29/2026 sui quadri orari degli istituti tecnici.
Le misure compensative del Ministero
Per attenuare le criticità, il Ministero ha stabilito che nel primo biennio l'utilizzo della quota del curricolo a disposizione delle scuole (66 ore per ciascun anno del biennio) debba garantire il mantenimento degli organici dei docenti e di evitare il determinarsi di situazioni di soprannumero.
Nel primo biennio degli indirizzi del settore economico, la quota sarà utilizzata per il potenziamento delle ore di geografia e/o di seconda lingua comunitaria, mentre per il settore tecnologico-ambientale sarà destinata al rafforzamento delle discipline scientifiche.
Tuttavia, le rassicurazioni ministeriali non placano le proteste. La FLC CGIL ha indicato come soluzione "un emendamento al decreto legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante misure per l'attuazione del PNRR, che disponendo lo slittamento della riforma all'anno scolastico 2027/28 consentirebbe l'avvio di un confronto sul merito dei contenuti della riforma all'interno all'intera comunità scolastica".
L'incontro di conciliazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è fissato per mercoledì 8 aprile alle ore 12:00 per le cinque sigle sindacali. Il mondo della scuola si prepara a una battaglia che potrebbe influenzare significativamente il futuro dell'istruzione tecnica italiana.
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