DAD a maggio 2026: Valditara chiude il caso — "Non è contemplata in alcun modo"
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha risposto alle voci circolate nelle ultime ore su un possibile ritorno alla didattica a distanza per l'ultimo mese di scuola. L'ipotesi era stata avanzata dal sindacato ANIEF come misura di risparmio energetico legata alla crisi internazionale dei carburanti. La posizione del Governo è arrivata in modo diretto e senza margini di ambiguità.
DAD a maggio per la crisi energetica: Valditara chiude la polemica
Il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha messo fine al dibattito esploso negli ultimi giorni sul possibile ritorno alla didattica a distanza. Interpellato dall'agenzia Adnkronos, il Ministro è stato lapidario: "La DAD non è contemplata in alcun modo". Una smentita netta, arrivata in risposta alle ipotesi avanzate dal sindacato ANIEF sulla possibilità di ricorrere alla DAD come misura di risparmio energetico a partire dal 1° maggio.
L'allarme di ANIEF che ha scatenato il dibattito
A dare il via alla discussione era stato Marcello Pacifico, presidente nazionale di ANIEF, che il 4 aprile aveva collegato esplicitamente la crisi energetica — alimentata dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran — all'ipotesi di chiudere le scuole per l'ultimo mese dell'anno scolastico. Secondo Pacifico, la crisi potrebbe portare l'Italia a un tasso di inflazione elevato entro giugno, spingendo il Governo a valutare misure straordinarie di risparmio tra cui smart working per i dipendenti pubblici e DAD per gli studenti. La scuola, aveva precisato, dovrebbe comunque essere "l'ultima a chiudere".
Sullo sfondo c'è un dato concreto: dal 4 aprile Air BP Italia ha introdotto un regime di razionamento del cherosene negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Venezia e Treviso, per effetto dell'instabilità dello Stretto di Hormuz, corridoio attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale.
Valditara: nessun piano, nessuna circolare
La risposta del Governo non si è fatta attendere. Con la dichiarazione all'Adnkronos, Valditara ha smentito qualsiasi ipotesi istituzionale in tal senso. Non esiste alcun provvedimento ministeriale, nessuna circolare, nessun atto ufficiale che vada nella direzione prospettata da ANIEF. Famiglie e personale scolastico possono stare tranquilli: le lezioni in presenza proseguono regolarmente fino al termine dell'anno scolastico.
Le critiche dal mondo della scuola
Ancora prima della risposta del Ministro, il dibattito aveva già diviso il mondo dell'istruzione. La Rete nazionale scuola in presenza — coordinamento nato durante il Covid per difendere il diritto all'istruzione in aula — aveva definito "gravissima" persino la sola ipotesi, richiamando i danni educativi, psicologici e relazionali causati dalla DAD, con effetti più pesanti sugli studenti più fragili. La critica di metodo era netta: se l'obiettivo è ridurre i consumi, la scuola è il bersaglio sbagliato. Prima verrebbero acciaierie, centri commerciali e compagnie aeree, con consumi enormemente superiori a quelli di un edificio scolastico.
Cosa resta di questa vicenda
Il caso si chiude sul piano istituzionale, ma lascia aperta una riflessione: il solo fatto che nel 2026 si discuta di DAD per ragioni energetiche — e non sanitarie — segnala quanto il conflitto in Medio Oriente stia già entrando nella vita quotidiana delle famiglie italiane. Il calendario scolastico non subisce variazioni: le ultime settimane di lezione si concentrano tra metà maggio e la prima decade di giugno, con date che variano da regione a regione.
Il personale scolastico che desidera tenersi aggiornato su normative, certificazioni e formazione professionale può consultare Formacenter.it, punto di riferimento per corsi e certificazioni validi per GPS e graduatorie ATA.
Segui NewsIstruzione su Google News
Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola