Prosegue la protesta degli studenti dell'istituto Agrario di Firenze in seguito all'intervento delle forze dell'ordine avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 novembre, durante un tentativo di occupazione della scuola. L'operazione era scattata dopo l'attivazione dell'allarme antifurto e la conseguente chiamata al 112 da parte della vigilanza privata.

In un comunicato diffuso dal Collettivo studentesco, vengono contestate con fermezza le modalità con cui si è svolto l'intervento. Secondo la ricostruzione dei ragazzi, i carabinieri sarebbero entrati puntando le pistole contro i giovani mentre si trovavano seduti a terra con le mani alzate. Il Collettivo riferisce inoltre di perquisizioni eseguite contro il muro con metodi violenti, accompagnate da insulti e dall'accusa di essere paragonabili a "terroristi", aggiungendo che non sarebbero state inizialmente considerate le condizioni di alcuni studenti che si sentivano male a causa dei fumogeni dell'allarme.

Il confronto con la scuola e le assemblee

La mobilitazione è andata avanti nella mattinata del 6 novembre attraverso un confronto tra gli studenti, il dirigente scolastico e i collaboratori dell'istituto. Dopo trattative prolungate, una parte dei ragazzi ha fatto rientro a casa, mentre altri sono entrati regolarmente in classe.

Per la giornata di lunedì 9 novembre è stata intanto convocata un'assemblea di istituto che coinvolgerà sia la sede principale delle Cascine sia il plesso professionale di via de' Vespucci, con la conseguente sospensione delle lezioni.

Il dirigente scolastico Andrea Marchetti ha ribadito la disponibilità dell'istituto al dialogo, ricordando le occasioni di autogestione e gli spazi concessi in passato. “Da parte nostra non si è mai negato un momento di dialogo con gli studenti”, ha dichiarato il preside, precisando tuttavia che non è possibile autorizzare occupazioni o iniziative capaci di limitare il diritto allo studio degli altri alunni. “Noi cerchiamo di insegnare loro che il rispetto di tutte le componenti della scuola deve essere garantito”, ha aggiunto Marchetti.

Reazioni politiche e sindacali

La vicenda ha sollevato diverse reazioni nel mondo sindacale e politico. La Cgil e la Flc Cgil di Firenze hanno definito quanto raccontato dagli studenti di una gravità inaudita, chiedendo che le autorità facciano immediata chiarezza su un comportamento ritenuto inconciliabile con lo Stato democratico.

Preoccupazione è stata espressa anche dai consiglieri regionali del Partito Democratico Serena Spinelli e Andrea Vannucci, che si sono uniti alla richiesta di accertamento dei fatti, sottolineando l'importanza di tutelare il diritto dei giovani a manifestare pacificamente. Di diverso avviso l'onorevole Tiziana Nisini, commissario della Lega Firenze, che ha invitato a evitare processi sommari e illazioni contro gli uomini e le donne in divisa, pur auspicando la massima trasparenza e la verifica completa dell'accaduto.

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Fonte: gonews.it