Il sindacato Anief ha presentato una proposta di riforma fiscale per modificare il regime di tassazione dei redditi in Italia, con l'obiettivo di tutelare il potere d'acquisto dei lavoratori del ceto medio-basso e del personale della scuola.
Secondo quanto dichiarato dal presidente nazionale Marcello Pacifico, l'iniziativa punta a introdurre cinque aliquote IRPEF. Questa misura, che comporterebbe una spesa stimata tra i 55 e i 62 miliardi di euro, permetterebbe a circa 9 milioni di cittadini di beneficiare di un risparmio annuo significativo. Tra i principali beneficiari figurano i docenti e il personale ATA.
La proposta e i risparmi per docenti e ATA
La strategia del sindacato prevede una riduzione delle tasse per i redditi fino a 40.000 euro annui, fascia in cui si colloca la grande maggioranza dei dipendenti pubblici e privati, compresi circa 1,3 milioni di lavoratori della scuola posizionati tra i 18.000 e i 40.000 euro di reddito.
Come primo passo concreto, Anief propone l'adozione dell'aliquota del 25% sulla fascia di reddito compresa tra i 28.000 e i 40.000 euro, rispetto all'attuale 33% previsto dalla normativa vigente. Per un docente con un reddito di 40.000 euro, il risparmio stimato sarebbe di 2.700 euro annui, ovvero circa 225 euro mensili in più in busta paga. Per chi percepisce 20.000 euro annui, il risparmio previsto è di 1.500 euro (circa 125 euro netti in più al mese).
Il piano prevede inoltre un regime di tassazione agevolata al 5% sugli aumenti contrattuali e del 15% sugli straordinari e sul salario accessorio, equiparando il trattamento a quello del settore privato.
Le posizioni nel mondo sindacale
La proposta si inserisce in un quadro che vede diverse organizzazioni sindacali esprimersi a favore di misure per proteggere i salari. Le sigle FSUR CISL, UIL Scuola RUA, SNALS-Confsal e Gilda-Unams hanno manifestato posizioni favorevoli a una rivalutazione delle retribuzioni scolastiche. Dal canto suo, la FLC CGIL punta soprattutto sulla contrattazione nazionale per il recupero delle retribuzioni e dell'inflazione, concordando comunque sulla necessità di interventi a tutela del ceto medio.
Al momento, fa sapere il sindacato, docenti e ATA non devono compiere azioni burocratiche immediate, ma la proposta evidenzia la necessità di monitorare le misure di sostegno al reddito e le disposizioni normative future.
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