Il tetto del 30% agli alunni stranieri nelle classi non risolve le criticità reali del sistema scolastico e rischia di assumere un carattere discriminatorio. A sottolinearlo è la Uil Scuola RUA, richiamando anche i principi sanciti dai trattati dell'Unione Europea emersi dai rilievi della Commissione europea.
Secondo il segretario generale Uil Scuola, Giuseppe D'Aprile, la scuola statale deve rimanere un presidio fondamentale di uguaglianza e inclusione, senza la creazione di nuovi ostacoli ideologici o strutturali.
Servono docenti per la classe di concorso A-23
Per favorire un'integrazione effettiva all'interno degli istituti, la Uil Scuola evidenzia la necessità di intervenire sugli organici. In particolare, risulta indispensabile potenziare la classe di concorso A-23 (Lingua italiana per discenti di lingua straniera): gli insegnanti attualmente in servizio non sono infatti sufficienti a coprire il fabbisogno e a garantire percorsi strutturati per l'apprendimento della lingua italiana.
Senza interventi mirati su questo fronte, secondo il sindacato, l'obiettivo di una reale integrazione rischia di rimanere disatteso.
Inclusione, stabilizzazioni e risorse concreti
Come precisato dalla nota diffusa dalla Uil Scuola, il sistema di istruzione statale necessita di risposte concrete e di lungo periodo anziché di vincoli percentuali, puntando sull'aumento degli investimenti destinati agli istituti scolastici, sulla stabilizzazione del personale docente e ATA e sulla dotazione di strumenti didattici adeguati per gestire le complessità multiculturali nelle aule.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.