Arrivano importanti novità per il comparto universitario dal Ddl di Bilancio, che interviene sul turnover del personale e ridisegna la flessibilità del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo).

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Sole 24 Ore, il testo della manovra fissa al 75% le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente e amministrativo autorizzate negli atenei per il prossimo anno, prendendo come riferimento le cessazioni registrate nel 2026. La stessa percentuale si applica anche all'Alta formazione artistica e musicale (Afam) e agli enti di ricerca, con possibili complicazioni per la stabilizzazione dei ricercatori titolari di contratti Pnrr.

Le risorse per il risparmio energetico e la flessibilità dell'Ffo

La manovra prevede inoltre oltre 200 milioni di euro aggiuntivi destinati agli interventi di risparmio energetico. Dal punto di vista della gestione finanziaria, il provvedimento introduce una doppia flessibilità sul Fondo di finanziamento ordinario, il maxi-contenitore da 9,5 miliardi da cui dipendono i bilanci degli atenei.

A valle, a partire dal 2028, l'articolo 107 svincola i 271 milioni riservati ai Dipartimenti di eccellenza, permettendo di valorizzare le progettualità strategiche delle università statali in materia di ricerca, didattica, infrastrutture e personale, in linea con l'autonomia responsabile sostenuta dalla ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

A monte, l'articolo 108 interviene sulla quota di contributo ripartita in base ai costi standard per studente. Viene eliminato l'obbligo di incremento annuale dal 2% al 5% (fino a un tetto del 70%, a fronte del 38% attuale), lasciando al Ministero dell'Università e della Ricerca il compito di stabilire anno per anno la percentuale di Ffo da suddividere tramite questo parametro.

Verso nuovi criteri per la quota premiale

Cambiano anche le regole per la quota premiale, che nel 2026 ammonta a 2,5 miliardi di euro. L'attuale suddivisione rigida — basata per il 60% sulla Valutazione della qualità della ricerca, per il 20% sul reclutamento e per il 20% sulla programmazione triennale — sarà sostituita da un decreto ministeriale. Il provvedimento definirà nuovi criteri e indicatori, che potrebbero includere anche i risultati ottenuti nell'attività didattica e la qualità dei servizi erogati agli studenti.

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