Prosegue lo scontro all'Università per Stranieri di Siena attorno alle sanzioni disciplinari che hanno coinvolto 16 dei 22 docenti del corso di laurea online in "Lingua, letteratura, arti italiane in prospettiva internazionale". I docenti coinvolti hanno annunciato l'intenzione di ricorrere al Tar per tutelare i propri diritti e la propria reputazione professionale, contestando nel merito le accuse mosse dal rettore Tomaso Montanari.

La vicenda, ripresa dal quotidiano La Nazione, trae origine dai provvedimenti disciplinari promossi dalla governance dell'ateneo. Il rettore ha richiesto la censura per 14 docenti, mentre per il direttore del Dipartimento di studi umanistici ed ex coordinatore del corso è stata proposta la sospensione, misura poi non accolta dal Collegio di disciplina. L'ateneo aveva in precedenza motivato i provvedimenti con l'emergere di presunte irregolarità nella gestione dell'insegnamento a distanza, unico corso erogato in tale modalità, poi disattivato.

La replica dei docenti e le motivazioni del ricorso al Tar

Con una nota firmata da Matteo La Grassa, già coordinatore del corso, e dai docenti ricorrenti, i professori hanno respinto integralmente le addebiti. Riguardo ai presunti accertamenti della Magistratura contabile, i docenti hanno specificato di non aver ricevuto alcuna comunicazione da parte della Corte dei conti.

Entrando nel merito delle contestazioni relative al riutilizzo delle videolezioni negli anni accademici.

«Negli anni abbiamo sempre svolto regolarmente i corsi assegnati dal Dipartimento, attenendoci ai regolamenti approvati dal governo dell’ateneo. In un corso a distanza le videoregistrazioni costituiscono una parte solamente delle molte attività svolte con gli studenti. Se riutilizzo il materiale audio-video, il resto delle attività viene svolto tutti gli anni ex novo. Le videoregistrazioni hanno una funzione simile a un “libro di testo” e nessuna norma nazionale o regolamento interno ne impone il rifacimento tutti gli anni».

I docenti spiegano inoltre che i regolamenti interni dell'ateneo consentono il mantenimento del materiale didattico per più anni, salvo aggiornamenti ritenuti necessari dal docente sulla materia insegnata.

I giudizi degli studenti e il parere Anvur

A sostegno della qualità della didattica erogata.

  • Gli studenti hanno completato regolarmente le attività, le prove intermedie e gli esami di profitto;
  • I questionari sulla soddisfazione degli insegnamenti hanno registrato costantemente valutazioni positive;
  • Nel settembre 2025 l'Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca) ha espresso un giudizio positivo sul corso di laurea online, individuandone l'impianto didattico come punto di forza.

In merito alla tempistica, i docenti evidenziano che i provvedimenti di censura firmati dal rettore risalgono ad aprile 2026, ovvero due mesi dopo la delibera del Consiglio di Amministrazione del 25 febbraio 2026 che ha disposto la chiusura del corso. La controversia passerà ora all'esame del tribunale amministrativo regionale.

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