Energia, carattere e voglia di lasciare il segno. Sono queste le caratteristiche che definiscono i protagonisti della dodicesima edizione di Fashion Graduate Italia, l'appuntamento che trasforma la città in una vetrina per i talenti emergenti provenienti dalle aule di scuole, istituti e accademie di moda italiane e internazionali, come racconta Il Giorno.
All'interno degli spazi di Base Milano, l'evento ha offerto una ribalta ai nuovi creativi. Promossa da Piattaforma Sistema Formativo Moda Ets, la rassegna ha messo in calendario sfilate, approfondimenti, laboratori digitali, sessioni di portfolio review e aree espositive, dando ai futuri professionisti l'opportunità di mostrare le proprie idee. Le scuole presenti all'appuntamento sono diciannove.
- Accademia Costume Moda
- Accademia Iuad
- Accademia del Lusso
- Afol Moda
- Cosmo Fashion Academy
- Domus Academy
- Ferrari Fashion School
- Harim Academy
- Iaad
- Ied
- Istituto di Moda Burgo
- Istituto Marangoni Milano
- Istituto Modartech
- Istituto Secoli
- Laba Firenze
- Moodart
- Naba
- Next Fashion School
- Raffles Milano
Molti dei partecipanti sono giovanissimi, spesso sotto la soglia dei vent'anni o poco sopra. Per molti di loro, tuttavia, l'avvicinamento al settore è avvenuto molto prima, alimentato da schizzi, sfilate seguite sul web e una passione coltivata fin dai tempi della scuola media.
"Ho sempre avuto una passione per la moda, sin da quando ero piccola. Per questo ho seguito il mio percorso di studi con decisione, perché sapevo dove volevo arrivare"
racconta Lidia Pescatore, 22 anni, trasferitasi tre anni fa da Avellino a Milano per inseguire il suo sogno all'Istituto Marangoni. Un interesse che, con il tempo, si è trasformato in una scelta precisa anche per Michele Matà.
"La mia passione è nata verso i 12-13 anni, quando guardavo video, fotografie e sfilate. Ho iniziato a disegnare, soprattutto scarpe, poi ho conosciuto persone che mi hanno avvicinato a questo mondo".
In altri casi, le basi artistiche sono arrivate dai banchi di scuola. "Ho frequentato il liceo artistico e al terzo anno mi sono specializzata in moda. Avere un'infarinatura generale mi è stato utile", spiega Alice Di Caprio, 20 anni, al secondo anno di Fashion Design all'Istituto di Moda Burgo. Non mancano tuttavia i percorsi tortuosi. Marika Tormenti, studentessa della Ferrari Fashion School.
"Ho frequentato una scuola superiore a indirizzo moda, ma lungo la strada ho cambiato direzione. Mi affascina curare il look e l’outfit nella loro dimensione più creativa, piuttosto che occuparmi della realizzazione pratica del capo".
Un'evoluzione simile, seppure con tappe differenti, descrive il cammino di Lorenzo Cappellano.
"Studio sartoria da cinque anni. Ho seguito prima un percorso triennale dedicato alla cucitura, mentre dall'anno scorso mi sono avvicinato sullo styling, dove ho trovato più lavoro e più opportunità".
C'è anche chi ha scelto di svoltare radicalmente per fare emergere la propria inclinazione artistica, come testimonia Niccolò Di Carlo.
"Non avevo mai esplorato il mio lato creativo e ho voluto provare a svilupparlo".
Il tema "Speak Up!" e le collezioni
Vite differenti che convergono nel desiderio di sperimentare. Un'attitudine sintetizzata dal concept scelto per questa edizione, 'Speak Up!', pensato per incoraggiare le nuove leve a farsi portavoce del cambiamento, rileggendo le dinamiche attuali attraverso creazioni originali.
In questa prospettiva, l'abbigliamento supera la semplice ricerca estetica per diventare un linguaggio identitario e un'occasione di confronto. Per questi ragazzi, l'evoluzione si traduce in una spinta personale, capace di unire innovazione, ispirazione e l'ambizione di generare un impatto positivo.
Per Lidia Pescatore, questa spinta si concretizza nella linea L'ultima favola: "Quello che racconto attraverso i miei abiti è il mio sogno. Spero che la collezione arrivi a più persone possibili e che riescano a vedere la mia visione della moda". Lorenzo Cappellano, invece, ha ideato il proprio lavoro partendo dall'introspezione e dal dialogo tra le diverse epoche.
"Per il presente ho scelto vestibilità contemporanee, come pantaloni larghi e bomber. Il futuro è rappresentato da un'organza liquida, che richiama il mondo dei robot. Per il passato, invece, ho preso ispirazione dall'anatomia umana, reinterpretando la colonna vertebrale sul retro del capo attraverso una serie di sovrapposizioni".



