Il decreto ministeriale "AscoltaMi" per il sostegno psicologico nelle scuole continua a far discutere. Antonio Ferrante, coordinatore del Laboratorio Scuola di Progetto Civico Italia, esprime forti perplessità sul provvedimento promosso dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, proponendo al suo posto la presenza di uno psicologo di ruolo ogni 400 studenti in ogni istituto scolastico.

Come riportato da Informazionescuola.it, la contestazione riguarda principalmente l'impostazione temporanea ed escludente della misura ministeriale, considerata insufficiente a fronteggiare il disagio giovanile e i problemi legati al bullismo e alle aggressioni negli ambienti scolastici.

I nodi del decreto AscoltaMi: voucher e fasce d'età escluse

  • La restrizione del target: il provvedimento concentra le risorse prevalentemente sulle ultime classi della scuola secondaria di primo grado e sui primi due anni della secondaria di secondo grado, lasciando fuori gli alunni più piccoli e le altre fasce d'età.
  • La formula del voucher: il meccanismo prevede cinque incontri online con un professionista, un numero ritenuto inadeguato per prendere in carico situazioni di sofferenza psicologica che necessitano di percorsi continuativi.

Sulla gestione del voucher, Ferrante pone un interrogativo concreto sulle disponibilità economiche delle famiglie in caso di necessità di prosecuzione delle terapie, oltre a richiamare i dubbi sollevati dall'associazione dei dirigenti scolastici per quanto riguarda gli adempimenti burocratici legati alla gestione delle fatture dei professionisti.

La proposta: uno psicologo stabile ogni 400 studenti

A fronte delle criticità riscontrate nel decreto, il Laboratorio Scuola di Progetto Civico Italia rilancia la proposta già presentata in occasione dei propri Stati Generali a Roma: inserire uno psicologo di ruolo nell'organigramma di ciascun istituto di ogni ordine e grado, stabilendo un rapporto di un professionista ogni 400 alunni.

«Se la visione di questo governo sulla scuola è basata sulla cultura dell'emergenza, per noi occorre finalmente passare a quella della prevenzione», evidenzia Ferrante.

Nonostante la proposta sia stata definita «una vera sciocchezza» dal ministro Valditara, da Progetto Civico Italia si ribadisce la necessità di superare la logica degli interventi occasionali per garantire un presidio di prevenzione permanente a tutela del benessere psicologico e relazionale degli studenti.

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Fonte: Informazione Scuola