Mentre l'autunno scolastico si accende tra le proteste degli studenti e le mobilitazioni dei sindacati, il corpo docente mostra un netto scetticismo verso le piazze. Secondo i dati di un sondaggio condotto su 408 insegnanti e ripreso dalla stampa di settore, solo tre insegnanti su dieci (il 29,6%) sarebbero disposti a scendere in piazza al fianco dei più giovani in queste settimane.

Le opinioni sulle proteste studentesche che si susseguono da Nord a Sud appaiono fortemente divise all'interno della categoria. Per il 46,3% dei docenti intervistati le forme di dissenso dei giovani sono da condannare, mentre il 31,4% ritiene che siano da comprendere e appena il 22,3% le giudica da condividere in toto.

Per cosa protestano i docenti?

Tra la minoranza di insegnanti che prenderebbe parte alle manifestazioni, le motivazioni variano: per il 34,3% la spinta principale arriverebbe dal "caro benzina unito agli stipendi bassi", mentre il 30,2% scenderebbe in piazza per difendere una "professione svilita dalla burocrazia".

Valori inferiori riguardano la richiesta di risorse e investimenti (indicata dal 24,7%), la questione dei precari (6,3%) e le condizioni delle strutture scolastiche fatiscenti (4%).

Il calendario delle proteste e la replica del Ministero

Le mobilitazioni studentesche sono iniziate il 5 ottobre a Torino per poi estendersi a Roma, Napoli, Firenze, Genova, Bologna e Milano, con diverse scuole occupate. Le proteste di piazza si sono concentrate in particolare nei giorni del 16, 17 e 24 ottobre, affiancate dalle azioni sindacali: lo sciopero proclamato dai sindacati di base si è svolto proprio oggi, giovedì 30 ottobre, mentre un'altra mobilitazione è stata indetta dalla Cgil per il prossimo 20 novembre.

Dal canto suo, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è intervenuto il 22 ottobre scorso per respingere le critiche, definendo "falso che ci sia stata una diminuzione di risorse destinate alla scuola durante questi quattro anni" e giudicando prive di un fondamento razionale gran parte delle proteste in corso. Lo stesso ministro ha inoltre fatto sapere di aver convocato per la prima settimana di novembre le Consulte studentesche per un confronto diretto sulle istanze del mondo giovanile.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.