Il gruppo Mobilità intercompartimentale docenti (MID) interviene con una dura presa di posizione in seguito alla recente aggressione avvenuta a Torino, dove un insegnante è stato colpito con un pugno e successivamente raggiunto da una sedia, riportando gravi lesioni. L'episodio viene definito come l'emblema di una scuola contemporanea ferita e al centro di una crescente ondata di violenza.

Le richieste del MID per la sicurezza e la tutela dei docenti

Nel denunciare un 2026 segnato da gravi episodi di cronaca ai danni del personale scolastico, il MID sottolinea come la professione docente comporti ormai rischi inaccettabili. L'associazione evidenzia la necessità di risposte forti e immediate, puntando il dito contro il giustificazionismo e ribadendo che la sanzione e la querela rappresentano anche strumenti educativi necessari per il bene degli stessi studenti.

  • Il passaggio verso un altro ramo della Pubblica Amministrazione per il personale scolastico;
  • La possibilità di accedere all'eventuale carenza di posti emergenti presso gli uffici del MIM, come dipendenti dello stesso Ministero, senza concorso esterno o riservando una quota di posti;
  • Il riconoscimento della professione come usurante, con l'ottenimento della pensione anticipata a 60 anni e senza penalizzazioni;
  • L'introduzione di un'indennità di rischio per le scuole collocate in aree ad alto disagio sociale e ambientale;
  • Adeguamenti degli stipendi ai livelli europei e garanzia di una tutela legale automatica fornita direttamente dallo Stato per tutti gli insegnanti.

Il MID conclude evidenziando come la questione retributiva e la sicurezza sul lavoro siano strettamente legate all'autorevolezza della professione, ponendo l'attenzione sui rischi legati al burnout e sulla sostenibilità del lavoro scolastico nel lungo termine.

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