Battesimo di piazza per 'Facciamo rumore', il nuovo movimento studentesco che unisce ragazze e ragazzi delle scuole superiori e studenti universitari. Domattina è in programma una manifestazione a Cesena, con ritrovo fissato alle ore 8 ai giardini di piazzale Extra Arrigoni, in concomitanza con lo sciopero generale indetto dall'Usb. Il corteo si muoverà verso piazza del Popolo.

Come spiega Anna Stradaroli, studentessa dell'ultimo anno del liceo classico e tra le promotrici dell'iniziativa, il movimento nasce dal confronto tra studenti di istituti diversi con l'obiettivo di costruire uno spazio comune di rivendicazione. «'Facciamo rumore' è un movimento apartitico – spiega la studentessa –, distaccato dalle sigle della politica e quindi totalmente trasversale, da sinistra a destra. Vi aderiscono ragazzi delle scuole superiori e anche universitari, che domani mattina si uniranno a noi».

La piattaforma rivendicativa e le richieste

La piattaforma del movimento parte dalle difficoltà quotidiane legate al costo della vita, agli affitti sempre più cari e alle spese per i trasporti, fattori che secondo i promotori rendono il diritto allo studio sempre meno accessibile. Tra le richieste figurano maggiori finanziamenti per l'istruzione, la ricerca e la sanità pubblica, borse di studio adeguate e alloggi accessibili.

Nel mirino dei giovani ci sono anche i tagli ai servizi pubblici e l'aumento degli investimenti militari. La mobilitazione chiede inoltre scuole e università più sicure, attrezzate e inclusive, una reale educazione sessuo-affettiva e il rispetto della libertà di espressione e di organizzazione studentesca, oltre a politiche concrete per la giustizia climatica.

Sul fronte del lavoro, il movimento chiede salari dignitosi indicizzati al costo della vita, contratti stabili, tirocini pienamente retribuiti e maggiori diritti per insegnanti e lavoratori, puntando a costruire un'alleanza tra studenti e lavoratori.

Durante il corteo non saranno presenti bandiere di partito, anche se l'iniziativa vedrà la partecipazione di studenti e giovani che aderiscono a diverse sensibilità politiche o sindacali, come la Cgil. L'obiettivo dichiarato dai promotori, come riporta Il Resto del Carlino, è quello di incanalare il malcontento in una presenza collettiva e pacifica.