Gli studenti dell'Istituto Lotti di Massa Marittima hanno scelto il monumento storico del Cassero senese per lo svolgimento dell'autogestione, in mancanza di locali alternativi in grado di ospitare un numero così elevato di partecipanti. La notizia è stata riportata da La Nazione.
A causa di problemi di spazio nei due plessi, rispettivamente situati in viale Martiri della Niccioleta e in via della Manganella, gran parte dei ragazzi si è spostata nella struttura solitamente utilizzata in estate per gli spettacoli. L'obiettivo è stato quello di seguire gli interventi e rivolgere domande sul comportamento corretto da tenere durante la protesta.
Il confronto su regole e aspetti giuridici
Negli spazi del Cassero si è tenuto un incontro aperto che ha visto la partecipazione della sindaca Irene Marconi, dell'assessora Sara Montemaggi, del segretario comunale Emilio Ubaldino e di alcuni insegnanti di Diritto. I rappresentanti delle istituzioni hanno offerto ai giovani spazi di riflessione sugli aspetti legislativi legati alla manifestazione.
Non tutto il corpo studentesco ha preso parte allo spostamento: gli studenti del Classico sono rimasti nell'aula magna del proprio plesso per discutere della vicenda e approfondire i rischi di natura giuridica derivanti dalla protesta.
La sindaca Irene Marconi ha riconosciuto ai ragazzi il merito di aver mantenuto un comportamento corretto fin dalle prime ore dell'occupazione. Sul fronte normativo, il segretario comunale Emilio Ubaldino ha ricordato che "nel nostro sistema non esiste il diritto ad occupare ma quello di scioperare", invitando a un profondo approfondimento per evitare responsabilità penali.
La conclusione della protesta
L'assemblea si è sciolta in tardissima mattinata, con un gruppo di studenti che si è occupato della pulizia del prato, raccogliendo bottigliette e stagnole lasciate negli spazi verdi del complesso monumentale.
La situazione è destinata a rientrare: l'amministrazione ha indicato che, con l'arrivo a Massa Marittima del presidente della Provincia Francesco Limatola, la protesta dovrà concludersi per riportare tutto alla normalità, affrontando poi i problemi sollevati attraverso i canali istituzionali previsti per gli enti pubblici.
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