Imparare la lingua italiana, migliorarne la conoscenza e acquisire competenze nelle materie dell'area di studio scelta, ma non solo. Dall'edizione 2027/2028 il Foundation Year dell'Università di Pavia si arricchirà di un percorso musicale, realizzato grazie alla collaborazione con il conservatorio Vittadini.
Le due istituzioni hanno sottoscritto una convenzione per la progettazione e la realizzazione congiunta di un percorso dedicato alle discipline musicali all'interno del programma didattico avviato dall'Ateneo nel 2018. Il corso propedeutico e preparatorio in lingua italiana, della durata di nove mesi, è rivolto a chi desidera frequentare l'università in Italia.
L'accordo prevede che le due realtà mettano a disposizione le proprie competenze specialistiche e le risorse strumentali e logistiche necessarie per lo svolgimento di moduli, laboratori e attività pratiche in ambito musicale.
Questa convenzione conferma la vocazione del Vittadini ad aprirsi al territorio e al dialogo con le altre istituzioni formative. Consideriamo strategico il rapporto con l’ateneo, con il quale condividiamo la più importante ricchezza: gli studenti. Con questa collaborazione mettiamo in campo la prima esperienza didattica strutturata e condivisa e guardiamo insieme con decisione nella direzione dell’internazionalizzazione.
A dichiararlo è il presidente del Conservatorio, Giacomo Galazzo. Sulla stessa linea il prorettore agli Affari internazionali dell’Università di Pavia.
La collaborazione con il Vittadini amplia le opportunità del Foundation Year, affiancando all’apprendimento della lingua italiana una preparazione specifica in ambito musicale. Questo percorso potrà favorire ulteriori sinergie. Vogliamo valorizzare la capacità delle nostre istituzioni di attrarre talenti internazionali, facendo di Pavia un luogo in cui possano conoscere e vivere la ricchezza della cultura italiana.
Il direttore del conservatorio Vittadini, Alessandro Maffei, ha sottolineato l'opportunità di mettere a disposizione l'esperienza didattica e artistica in un contesto interdisciplinare, costruendo un percorso che sappia unire studio, pratica e relazione con la città.
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Fonte: Il Giorno