Revisione della parte variabile dello stipendio, riduzione delle fasce di complessità delle istituzioni scolastiche e criteri di classificazione più graduali. Sono queste le richieste avanzate dalla UIL Scuola in una nota inviata al Ministero.
La proposta è stata firmata da Andrea Codispoti, Responsabile Nazionale del Dipartimento Dirigenti scolastici. Secondo il sindacato, le responsabilità e il carico di lavoro dei dirigenti scolastici non giustificano l'attuale differenza retributiva legata alla tipologia di scuola diretta.
La proposta del sindacato sulle fasce e sui parametri
Attualmente, le scuole sono suddivise in tre fasce, dalla A alla C, sulla base di tre criteri generali — dimensione, complessità e contesto socio-economico — e di diversi parametri numerici, tra cui il numero di studenti, dei docenti, del personale ATA, dei plessi e degli indirizzi. Questa classificazione incide direttamente sulla retribuzione dei dirigenti, generando una differenza di circa 8.000 euro tra la fascia più alta e quella più bassa.
Per intervenire su questo divario, la UIL Scuola chiede di ridurre le fasce da tre a due. Il sindacato sollecita inoltre una maggiore gradualità nell'assegnazione dei punteggi utilizzati per classificare le scuole, tenendo conto delle dimensioni effettive, del numero di alunni con disabilità e dei plessi da gestire.
Tra i punti indicati nella proposta figura anche la riduzione del peso dell'indicatore che misura il contesto socioeconomico e culturale degli studenti, che passerebbe dagli attuali 7 a 4 punti.
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