In concomitanza con l'esame delle proposte emendative al D.L. 170/2026 (A.S. 2053) presso la 7ª Commissione del Senato, l'UDIP (Unione Docenti Idonei PNRR e Pubblici Concorsi) ha illustrato la propria posizione sul contrasto al precariato scolastico, delineando le condizioni richieste a tutela di chi ha superato le prove selettive.
Priorità agli Elenchi regionali e blocco delle nuove procedure
La prima richiesta avanzata dall'associazione riguarda la sequenza delle assunzioni a tempo indeterminato. Nel merito del canale di reclutamento in discussione, l'UDIP chiede che gli idonei inseriti negli Elenchi regionali (previsti dall'art. 399, comma 3-ter, del D.Lgs. 297/1994) rappresentino il bacino di riferimento immediato, subito dopo i vincitori di concorso e gli idonei rientranti nell'estensione del 30%.
L'associazione rileva che le proposte emendative depositate sul nuovo canale di reclutamento da GPS collocano tali immissioni in ruolo, a partire dall'anno scolastico 2027/2028, unicamente sui posti vacanti e disponibili che dovessero residuare dopo le nomine da Elenchi regionali. Di conseguenza, l'UDIP sollecita una precisa clausola vincolante: non bandire nuovi concorsi per le stesse classi di concorso e tipologie di posto finché non saranno stati completamente assorbiti i vincitori, gli idonei della quota del 30% e gli idonei collocati negli Elenchi regionali.
Ampliamento degli organici contro la reiterazione dei contratti a termine
Il secondo punto focale della presa di posizione concerne la gestione dell'organico e la riduzione delle supplenze annuali. Secondo l'associazione, per fermare il ricorso reiterato ai contratti a termine da GPS è necessario trasformare in cattedre stabili i posti che ogni anno vengono coperti tramite incarichi precari.
A supporto della proposta, l'UDIP cita i bollettini diramati dagli Ambiti Territoriali per l'anno scolastico 2026/2027: in diverse classi di concorso il numero di incarichi a tempo determinato assegnati supera l'intera consistenza del bacino regionale degli idonei. Questo dato testimonierebbe l'esistenza di un fabbisogno concreto sufficiente ad assorbire la totalità degli aspiranti inseriti negli elenchi.
L'associazione ribadisce infine la piena solidarietà e il rispetto per i vincitori non ancora stabilizzati, per i docenti idonei e per i precari storici, specificando che l'azione intrapresa non intende contrapporsi ad altre categorie, bensì difendere il principio del pubblico concorso come via d'accesso alla pubblica amministrazione ai sensi dell'art. 97 della Costituzione.



