Affitti elevati, bollette pesanti, trasporti cari e rincari sulla spesa quotidiana. È il quadro tracciato da un'inchiesta del Resto del Carlino sulle difficoltà economiche che gli studenti universitari fuori sede si trovano ad affrontare nelle città universitarie italiane.
Tra le testimonianze raccolte emergono situazioni di grande difficoltà legata al caro energia, con studenti che arrivano a tenere spenti i termosifoni nelle abitazioni per riscaldarsi direttamente nelle aule e nelle biblioteche dell'università. Nelle città universitarie, come nel caso di Ancona raccontato dal quotidiano, i prezzi delle stanze singole in appartamenti condivisi si aggirano intorno ai trecento euro al mese in case spesso datate del centro storico.
I costi in crescita: dai trasporti alle tasse
- Trasporti: aumenti significativi per gli abbonamenti ai mezzi pubblici locali, con tariffe cittadine paragonabili a quelle di grandi metropoli come Milano.
- Mensa: rincari per i pasti consumati nelle mense universitarie.
- Spesa e tasse: costi crescenti per i beni alimentari di base e un incremento generale delle tasse universitarie.
A livello nazionale, i dati richiamano i report dell'Unione degli universitari e di Federconsumatori, che stimano la spesa annua per uno studente fuori sede, evidenziando il peso rilevante di affitto e cibo sul bilancio familiare. Per quanto riguarda le agevolazioni, restano disponibili le detrazioni fiscali previste per le spese di affitto dedicate agli studenti fuori sede, per le tasse universitarie e per gli abbonamenti ai trasporti pubblici entro i limiti di spesa stabiliti dalla normativa.
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