Scatta l'allerta salmonella in Emilia-Romagna, dove la Regione ha deciso di correre ai ripari firmando un'ordinanza che vieta la somministrazione di pomodorini non sottoposti a trattamento termico di cottura. Il provvedimento, firmato dal governatore Michele de Pascale, riguarda tutti gli operatori privati e pubblici della ristorazione collettiva scolastica, socioassistenziale, ospedaliera e delle case di cura.

La decisione è stata presa da Viale Aldo Moro a seguito di numerosi casi di salmonellosi registrati in diversi Paesi europei e in diverse regioni italiane, compresa l'Emilia-Romagna, nel corso del biennio precedente e nel 2026. Le infezioni da Salmonella enterica, in particolare dai sierotipi S. Typhimurium var. monofasica e S. Strathcona, sono state associate per via epidemiologica, microbiologica o genomica al consumo di pomodorini varietà ciliegini e datterini crudi.

A livello nazionale, una task force istituita dal ministero della Sanità ha evidenziato la necessità di una stretta dopo i casi verificatisi in Puglia, Lazio, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Come riportato da Il Resto del Carlino, la sorveglianza genomica condotta dal Centro di epidemiologia genomica di IZSLER sui casi di salmonellosi verificatisi in Emilia-Romagna nel periodo 2024-2026 ha rilevato la presenza di 112 casi geneticamente associati alle contaminazioni da Salmonella nei pomodorini.

La complessa e ramificata tracciabilità delle filiere del pomodoro fresco non sempre consente la corretta individuazione degli operatori interessati e la distinzione tra la produzione primaria e la distribuzione commerciale. Per questo motivo l'amministrazione regionale ha scelto di agire in modo preventivo, diffondendo la direttiva alle Aziende unità sanitarie locali, alle Aziende ospedaliere, agli enti locali, alle prefetture, ai comandi NAS e alle associazioni di categoria.

Il responsabile del settore Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione, Giuseppe Diegoli, ha spiegato che l'ordinanza si rivolge alle popolazioni più sensibili, ossia quella in età scolastica e quella più anziana. Diegoli ha inoltre precisato che non si registrano veri e propri focolai regionali, ma si tratta di un evento conosciuto in Europa che ha provocato alcuni casi isolati di recente. La Regione consiglia a livello pratico una breve cottura dei pomodorini per evitare qualsiasi rischio, in attesa che il ministero della Sanità individui la sorgente della contaminazione e venga ristabilita una tracciabilità certa dei produttori.