Gli studenti della sede di Pinetamare dell’Isis "Vincenzo Corrado" a Castel Volturno hanno chiesto ufficialmente alla dirigente scolastica Nicoletta Fabozzi l'installazione dei metal detector all'ingresso dell'istituto. La richiesta arriva a seguito del grave episodio di violenza verificatosi lunedì 19 ottobre, quando uno studente di 14 anni ha colpito un coetaneo all'addome con un coltello a serramanico all'interno della scuola.

A seguito dell'aggressione, da martedì gli studenti hanno deciso di non entrare in aula, dando vita a un presidio per riaffermare il proprio diritto alla sicurezza all'interno del plesso scolastico, come riportato da La Voce della Scuola.

Dalla polemica politica alla richiesta dei ragazzi

L'episodio riapre il dibattito sull'opportunità di introdurre i controlli all'ingresso degli istituti scolastici. Se a livello politico il confronto sull'impiego dei rilevatori di metalli ha spesso visto contrapposte le ragioni della sicurezza a quelle di chi teme una militarizzazione degli spazi educativi, per gli studenti di Pinetamare la questione assume un contorno strettamente pratico.

I ragazzi hanno espresso la consapevolezza del fatto che tali dispositivi possano risultare invasivi o restituire un'immagine rigida dell'ambiente scolastico. Tuttavia, all'indomani del ferimento del loro compagno, gli studenti ritengono prioritario garantire la propria tutela personale durante le ore di lezione.

Cosa prevede il quadro normativo attuale

L'attuazione di una simile misura si scontra tuttavia con le procedure amministrative previste dalla normativa vigente. La circolare congiunta sottoscritta a gennaio dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.

  • L'impiego riguarda dispositivi mobili e non postazioni fisse permanenti;
  • L'attivazione deve avvenire su richiesta del dirigente scolastico, d'intesa con la Prefettura e la Questura;
  • Le operazioni di controllo e verifica restano affidate esclusivamente alle forze dell'ordine.

Alla comunità studentesca è stato spiegato che il percorso autorizzativo e operativo richiede dei tempi tecnici. I ragazzi continuano tuttavia a chiedere risposte certe ed evidenziano come analoghi sistemi di prevenzione e controllo siano già operativi in altre realtà istituzionali e territoriali.