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Ricerca Roma Tre: l’art therapy genera valore oltre chi la vive

Uno studio dell'Università Roma Tre analizza l'impatto dell'arte e dell'art therapy sulla comunità, evidenziando benefici su empatia e inclusione.

Vincenzo Schirripa 23 ottobre 2026 · 21:50 3 min di lettura

Il valore generato dall'arte può superare i confini di chi partecipa direttamente a un'esperienza artistica, raggiungendo anche le persone che vi entrano in contatto? A questa domanda risponde una ricerca promossa dall'Università degli Studi Roma Tre su 1.932 partecipanti, condotta nell'ambito del progetto Cultura accessibile, benessere possibile in collaborazione con la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC).

Lo studio, come riportato da Askanews, prende le mosse dalle testimonianze raccolte durante i laboratori artistici inclusivi organizzati alla GNAMC grazie alla collaborazione tra la galleria e la ASL Roma 2. L'analisi si è poi allargata a un campione di 1.932 persone attraverso un questionario dedicato, per verificare l'associazione tra il rapporto con la fragilità psicologica, la familiarità con l'art therapy, l'empatia e il benessere.

I risultati dello studio: fragilità e art therapy

Il primo dato emerso riguarda il legame con la fragilità psicologica: quasi una persona su due (49,7%) dichiara di avere familiari o amici in questa condizione. Chi vive questa esperienza diretta mostra una maggiore apertura alla relazione (con un livello medio di inclusione pari a 5,25 su una scala da 1 a 7, contro il 4,81 di chi non ha un'esperienza diretta) e un minore evitamento (1,85 rispetto a 2,26).

Sul fronte dell'art therapy, la conoscenza di questi programmi nel campione resta bassa (2,22 su 7), ma chi ha maggiore familiarità con tali pratiche evidenzia livelli più elevati di empatia e di benessere percepito. L'analisi individua inoltre tre profili: il 37% del campione è formato da persone "empatiche e aperte", il 36% dai "distaccati" (con i livelli più bassi di empatia e benessere) e il 27% dai "coinvolti", che uniscono alta empatia, forte familiarità con l'art therapy e il livello di benessere più alto rilevato, pari a 4,83 su 7.

Il volume e la presentazione

La ricerca è inserita all'interno del volume “CU(LTU)RA. Quando la cultura diventa benessere”, curato dalle professoresse Carmela Donato e Michela Addis e finanziato dal Bando di Ateneo Roma Tre 2025. Il libro è stato presentato durante un evento organizzato nell'UniStore di Roma Tre, occasione in cui sono state esposte anche alcune delle opere realizzate nei laboratori d'arte della GNAMC.

Nel corso della presentazione, le autrici hanno sottolineato come il valore dell'arte non si esaurisca nel singolo individuo ma si diffonda nella comunità. Il Rettore dell'Università Roma Tre, Massimiliano Fiorucci, ha evidenziato l'importanza dei luoghi della cultura come strumenti di inclusione e partecipazione, mentre il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 2, Massimo Cozza, ha rimarcato la valenza clinica e terapeutica dei laboratori artistici portati avanti negli anni sul territorio.

Tags: cronaca universita ricerca
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