L’Università di Camerino ha voluto ribadire con fermezza come la legalità, la correttezza amministrativa e la trasparenza rappresentino i valori cardine e i punti cardinali dell'intera attività dell'ateneo. A seguito delle notizie diffuse dalla stampa locale, i vertici accademici hanno espresso totale fiducia nell'operato della magistratura e degli organi inquirenti, ricordando l'impegno e il senso di responsabilità con cui la comunità universitaria ha affrontato la difficile fase della ricostruzione successiva al terremoto del 2016.
Gli accertamenti giudiziari sul post-sisma si stanno concentrando anche su alcune commesse e procedure di appalto che coinvolgono l'università. Le verifiche condotte dagli investigatori ipotizzano presunti episodi di corruzione connessi all'impiego dei fondi pubblici destinati all'edilizia universitaria e al comparto sanitario, tracciando un quadro che tocca diversi enti del territorio, tra cui la Regione Marche, l'ente regionale per il diritto allo studio Erdis e lo stesso ateneo camerte.
Nel confermare la massima disponibilità a collaborare con gli inquirenti nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli istituzionali, l'amministrazione universitaria ha assicurato che l'ente continuerà a operare con la consueta severità e trasparenza, a salvaguardia del territorio e di tutta la comunità accademica.
Le persone coinvolte
Il provvedimento della magistratura interessa tre dipendenti in servizio presso l'Università di Camerino: si tratta dell'ingegnere Gian Luca Marucci, che guida l'Area tecnica, edilizia e sostenibilità, e di due geometri inquadrati nello stesso ufficio, identificati in Francesco Tomassetti e Bruno Mogliani.
Fonte: il Resto del Carlino