Circa la metà degli studenti dell'Ite Gentili e dell'Iis Ricci di Macerata non si è presentata in classe, mentre allo scientifico Galilei i vuoti hanno riguardato solo un paio di classi. È quanto racconta Il Resto del Carlino in merito alla mattinata di ieri, segnata da un vero e proprio bombardamento di messaggi e immagini allarmanti circolati sulle chat di WhatsApp.

I messaggi sulle chat e la paura delle famiglie

I messaggi, diventati rapidamente virali, contenevano avvisi preoccupanti su presunte violenze che si sarebbero dovute verificare negli istituti, con tanto di accenni a persone armate pronte a compiere aggressioni. Una situazione che ha spinto molti genitori a tenere i figli a casa.

"Ho detto a mia figlia di rimanere a casa. Dopo i messaggi e le immagini comparsi sulle chat ho avuto davvero paura. Poi, per fortuna non è accaduto nulla, ma non ho voluto che corresse rischi", ha raccontato la mamma di una studentessa dell'Iis Ricci al quotidiano locale.

L'intervento delle dirigenti e delle forze dell'ordine

Le dirigenti scolastiche dei tre istituti coinvolti si sono immediatamente attivate non appena informate dai genitori sui contenuti dei messaggi ricevuti dai ragazzi. Rita Emiliozzi, dirigente del "Ricci", ha spiegato di aver subito avvisato il vicario del questore e l'Usr, ambito territoriale di Macerata, ricevendo rassicurazioni sul fatto che si trattasse di fake news.

Anche Alessandra Gattari, dirigente dell'Ite Gentili, ha allertato carabinieri e polizia postale, che hanno confermato la totale infondatezza delle notizie. Nel pomeriggio di mercoledì, la scuola aveva pubblicato una nota sul proprio sito per informare le famiglie delle rassicurazioni ricevute dalle autorità, lasciando ai genitori la facoltà di decidere se mandare i figli a scuola e rinviando le attività programmate.

Dal canto suo, Roberta Ciampechini, dirigente dello scientifico Galilei, ha confermato che la situazione all'interno del proprio istituto è rimasta tranquilla e regolare, pur registrando l'assenza di un paio di classi dopo la circolazione degli stessi messaggi.

Come promesso dalle autorità e segnalato dalle dirigenti, le forze dell'ordine hanno garantito un presidio discreto nelle aree scolastiche, confermando che l'allarme era del tutto infondato.