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Scuola

Protesta al Marconi: la lettera di studenti e docenti

Gli studenti e i professori dell'istituto Marconi di Siena intervengono sugli episodi e sul tentativo di occupazione avvenuti nei giorni scorsi a scuola.

Vincenzo Schirripa 23 ottobre 2026 · 07:15 2 min di lettura

Intervengono gli studenti e i docenti dell'istituto Marconi di Siena per chiarire quanto accaduto nei giorni scorsi all'interno della scuola, a seguito di un tentativo di occupazione e di alcuni episodi che hanno acceso il dibattito pubblico.

La presa di posizione degli studenti

In una lettera firmata dagli studenti, i ragazzi ammettono che lunedì si è verificato un tentativo di occupazione e che ci sono stati eventi non edificanti, ma precisano alcuni dettagli rispetto alle immagini circolate in rete. «Il video postato online, in cui alcuni studenti danneggiano arredi scolastici, riguardava banchi e sedie già dismessi e accatastati in un angolo del cortile in attesa di essere smaltiti», spiegano.

Gli studenti esprimono amarezza per come l'intera scuola sia stata etichettata senza distinzioni, sottolineando il peso dei giudizi negativi e dei commenti sui social network. I firmatari rivendicano inoltre con orgoglio il proprio percorso di studi di tipo tecnico e professionale, rispondendo a chi sminuisce la loro formazione: «Saremo noi quelli a cui domani porterete la vostra macchina a riparare, quelli che monteranno il vostro impianto elettrico e idraulico».

La voce dei docenti

Sulla stessa linea si inserisce la riflessione dei docenti del Marconi, che condannano fermamente le azioni compiute da un piccolo gruppo. Secondo quanto riporta La Nazione, un gruppo ristretto di ragazzi avrebbe lanciato banchi e sedie destinati alla discarica e danneggiato la porta del bagno della palestra e un laboratorio. I professori confermano che i responsabili sono stati in parte individuati e saranno sanzionati severamente, criticando il comportamento di chi ha rubato la scena al resto della collettività scolastica.

Allo stesso tempo, gli insegnanti invitano a non ridurre la mattinata al solo caos: «Quella mattina non è stata solo questo. Quel che abbiamo visto sono stati 250 ragazzi che hanno cercato un aggancio agli avvenimenti del presente e tentato di ispirarsi all’agire positivo di quelle piazze», sottolineano i docenti, evidenziando il desiderio dei giovani di esprimersi e farsi ascoltare, pur nella mancanza iniziale di consapevolezza sui meccanismi dell'azione collettiva.

Tags: studenti cronaca docenti
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