Una mobilitazione studentesca, segnata da richieste sulle condizioni degli edifici ma anche da momenti di tensione e disordini, si è tenuta davanti al liceo Silvio D’Arzo di Montecchio e alla sede di Sant’Ilario. Come racconta Il Resto del Carlino, il sit-in ha visto contrapporsi chi ha rivendicato i propri diritti in modo pacifico e chi ha approfittato della situazione per creare disagi.
Le motivazioni della protesta e le condizioni delle strutture
Nel mirino degli studenti ci sono le pessime condizioni delle strutture scolastiche. Tra le criticità segnalate figurano aule vetrate troppo calde in primavera ed estate e fredde d'inverno, prive di climatizzazione e con un isolamento ritenuto insufficiente. Gli alunni lamentano inoltre la presenza di muffa, porte e finestre che si staccano dai telai, banchi e sedie traballanti, oltre a bagni e proiettori danneggiati, pur riconoscendo che parte dei guasti è provocata dagli stessi studenti.
La protesta ha portato alla luce anche situazioni critiche come la presenza di topi in alcuni sgabuzzini e in un cucinotto, e infiltrazioni nei nuovi laboratori ricavati negli ex magazzini Coop, sui quali è in corso l'intervento della Provincia. Non mancano le lamentele per i costi di libri e materiali pesanti per le famiglie, per gli spogliatoi inadeguati per le ragazze degli indirizzi tecnici, per la preparazione di alcuni docenti e per i trasporti pubblici con orari poco compatibili e autobus sovraffollati.
Momenti di tensione e prese di distanza
Accanto alla protesta pacifica, accompagnata da bandiere, dall'inno nazionale, petardi, musica trap e fumogeni a Sant'Ilario, si sono verificati episodi problematici. A Montecchio alcuni giovani hanno cercato di bloccare l'ingresso ai compagni, lanciato pietre e preso bibite senza pagare alla vicina Coop. La situazione ha spinto la direzione a chiudere temporaneamente le porte, consentendo l'ingresso solo a piccoli gruppi, mentre sul posto sono intervenute le pattuglie dei carabinieri.
Diversi studenti hanno preso nettamente le distanze dai disordini, sottolineando che l'obiettivo era protestare civilmente per i propri diritti e non ricorrere al vandalismo. La dirigente Elena Viale ha poi ricevuto un gruppo di studenti prima che il presidio si disperdesse nel giro di un paio d'ore.