Momenti di tensione, sbarra elettronica divelta e lancio di oggetti e fumogeni davanti all'istituto Roncalli di Poggibonsi, uno degli istituti più grandi della provincia con oltre mille iscritti distribuiti nei diversi indirizzi di studio su due plessi in via Senese, zona Calcinaia. A raccontare i fatti è La Nazione.
La dirigente scolastica Federica Casprini ha annunciato l'intenzione di rivolgersi alle forze dell'ordine per denunciare quanto accaduto. Davanti ai cancelli si sono registrate frotte di studenti, mentre insegnanti, personale scolastico e la stessa preside sono rimasti dall'altra parte, con la presenza preventiva di Carabinieri e Polizia. Nel corso della mattinata, la Polizia locale ha istituito un temporaneo divieto di accesso con presidio in via Senese. Alcuni piccoli gruppi di studenti sono comunque entrati nelle classi per seguire le lezioni, mentre le proteste si sono protratte fino alle ore 11 circa.
La presa di posizione degli studenti
I candidati alla carica di rappresentanti di Istituto per le elezioni del 28 ottobre si sono dissociati dagli atti vandalici, attribuendoli a «ragazzi non della nostra scuola». Gli stessi alunni hanno giudicato valide le motivazioni di una protesta incentrata su tematiche nazionali e questioni interne, citando «fondi mancanti e spesi per le guerre, rincaro di carburanti e di costi della vita quotidiana, difetti di allineamento degli stipendi con i costi», oltre a problemi legati a «manutenzioni carenti, infiltrazioni di acqua dal tetto e nuovi orari dei mezzi di trasporto pubblico penalizzanti». Secondo i rappresentanti degli studenti, che hanno esposto striscioni ironici, la situazione avrebbe dovuto essere affrontata in modo civile.
La preoccupazione per la giornata resta alta. La preside Federica Casprini è intervenuta nei giorni scorsi con una nota per chiarire che «nessuna occupazione è stata autorizzata dal Roncalli, scuola che fornisce comunicazioni attraverso i propri canali ufficiali e non via whatsapp», smentendo così i messaggi circolati in rete che parlavano di modalità di protesta accolte dalla dirigenza.