Il sindacato generale di base (Sgb) di Bologna ha sollevato diverse criticità in merito alle mense scolastiche cittadine, puntando i riflettori sulla qualità dei pasti, sulla gestione degli appalti e sul rispetto dei diritti contrattuali del personale.

Secondo quanto evidenziato da Sgb, da oltre dieci anni i genitori chiedevano una maggiore suddivisione degli appalti per favorire la concorrenza. Il nuovo appalto per il periodo 2026-2029 è stato invece diviso in due lotti, entrambi aggiudicati a raggruppamenti composti dalle medesime tre imprese, ovvero Camst, Cirfood e Gemos, seppure con capofila differenti. A Bologna i centri di produzione pasti sono tre: per il sindacato, questa concentrazione rende necessaria "una verifica trasparente dei risultati, dei costi e dei controlli".

I controlli sui pasti e il nodo delle grammature

L'amministrazione comunale ha sostenuto che le grammature dei pasti destinati ai bambini non abbiano subito riduzioni e che i menù rispettino le indicazioni nutrizionali. Tuttavia, Sgb chiede di estendere le verifiche anche alle quantità effettivamente servite, alla qualità degli alimenti, al livello di gradimento, agli scarti e alle condizioni di distribuzione.

Un capitolo centrale della protesta riguarda poi i pasti destinati al personale educativo e scolastico. Il sindacato denuncia il mancato rispetto delle disposizioni contrattuali relative al pasto spettante ai dipendenti, chiedendo "l'immediato ripristino delle condizioni previste dal contratto e la verifica delle modalità con cui il pasto viene attualmente erogato". Viene inoltre sottolineato che non si tratta soltanto di quantità e qualità del cibo, ma di un diritto contrattuale che l'amministrazione è tenuta a garantire a lavoratrici e lavoratori.

Le richieste del sindacato e il ruolo della Commissione mensa

Tra le richieste avanzate da Sgb figurano la convocazione urgente di un incontro con l'amministrazione, la riunione della Commissione mensa cittadina (Cmc) per monitorare l'appalto e la pubblicazione di tutti i dati relativi a grammature, controlli, non conformità e gradimento del servizio.

La Commissione mensa cittadina, formata da rappresentanti dei genitori, insegnanti, comune, Ausl e gestori, era nata circa quindici anni fa grazie alla mobilitazione dei genitori tramite l'Osservatorio mense. Secondo il sindacato, però, l'amministrazione ne avrebbe progressivamente ridimensionato il ruolo, diradando gli incontri fino alla loro sostanziale scomparsa nell'ultimo periodo, coinciso con l'amministrazione Lepore.

Fonte: BolognaToday