Le scienze umane e sociali tornano a essere strumenti fondamentali per comprendere l'attualità e pianificare il domani. Questo è il bilancio tracciato al termine della quarta edizione del Macerata Humanities Festival, l'evento organizzato dall'Università di Macerata che si è svolto dal 13 al 16 ottobre registrando più di 4.500 partecipanti.
L'iniziativa, insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica, ha visto la partecipazione di oltre 150 ospiti suddivisi in più di 50 eventi incentrati sul tema “Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori”. Dibattiti, performance artistiche e appuntamenti culturali hanno connesso il mondo della ricerca con i quesiti della cittadinanza.
«Le humanities stanno tornando centrali nella comprensione e nel governo del presente e nella programmazione del futuro», ha osservato il rettore John McCourt, ideatore della kermesse. Secondo il rettore, saperi come la filosofia, la storia, la letteratura e le scienze sociali offrono gli strumenti per valutare l'impatto delle decisioni, individuare le ingiustizie e ideare prospettive alternative.
I numeri e la partecipazione
Un indicatore rilevante di questa edizione è rappresentato dalla crescita del 10,4% delle registrazioni degli studenti. L'apposito concorso letterario ha garantito alle nuove generazioni uno spazio attivo di espressione, mentre ai riscontri in presenza si sono sommati quelli digitali: un primo bilancio dei materiali pubblicati sulla piattaforma Instagram ha superato quota 250 mila visualizzazioni.
«È stato un lavoro corale di docenti, ricercatori, personale e studenti dei cinque dipartimenti», ha sottolineato Fabiola Falappa, delegata del rettore per il Festival, evidenziando come saperi differenti abbiano dialogato reciprocamente e con gli spettatori.
Ospiti internazionali e momenti centrali
Tra gli appuntamenti di maggior rilievo spicca l'assegnazione della laurea honoris causa allo scrittore Colm Tóibín, avvenuta alla presenza dell’ambasciatrice d’Irlanda Elizabeth McCullough. Tale momento ha valorizzato la dimensione globale della rassegna.
Il calendario ha ospitato inoltre i contributi del sociologo Hartmut Rosa, dei ricercatori Alberto Oliverio e Vittorio Gallese, insieme al dottorato honoris causa riconosciuto all'accademico Stefano Mancuso. Non sono mancate le espressioni artistiche, con i racconti di Matteo Caccia, le esecuzioni musicali di Appassionata e le interpretazioni teatrali di Paola Minaccioni.
Chiusa la quarta edizione, l'ateneo punta ora al domani con la finalità di stabilizzare le sinergie e attrarre nuovi finanziamenti, aprendo un dialogo con aziende, enti e istituzioni per garantire un supporto economico solido e duraturo.

