Il rapporto tra la retribuzione media dei dirigenti scolastici e quella degli insegnanti in Italia è vicino a 2,9: un valore elevato che non dipende da compensi d'oro per chi dirige gli istituti, ma dal fatto che gli stipendi dei docenti restano troppo bassi rispetto al resto dei lavoratori laureati. A chiarire i termini della questione è l'ANP (Associazione Nazionale Presidi), intervenuta in risposta a un quadro rilanciato dal Sole 24 Ore secondo cui i presidi italiani risulterebbero tra i più pagati d'Europa ma i meno pagati d'Italia.
Il nodo dei compensi di docenti e dirigenti
L'associazione sindacale sottolinea come le classifiche internazionali basate sulla parità di potere d'acquisto non riflettano i compensi reali e ricorda i dati del rapporto OCSE Education at a Glance 2026: gli insegnanti italiani guadagnano circa un terzo in meno rispetto agli altri lavoratori in possesso di laurea. L'ANP ha ribadito la ferma intenzione di non accettare contrapposizioni tra le diverse figure professionali della scuola, evidenziando che una riduzione dello stipendio dei dirigenti non comporterebbe alcun aumento per i docenti.
Il confronto con le altre dirigenze pubbliche
Nel confronto interno alla pubblica amministrazione, i dirigenti scolastici risultano i meno retribuiti, anche all'interno dello stesso comparto contrattuale dell'Area Istruzione e Ricerca. Se il CCNL 2016-2018 ha allineato lo stipendio tabellare e la quota fissa della retribuzione di posizione, il divario permane nella parte variabile e nella retribuzione di risultato.
- Dirigenti scolastici: con gli incrementi del CCNL 2022-2024, nel 2024/2025 la retribuzione media lorda annua si colloca intorno ai 90.000 euro;
- Dirigenti ISPRA (seconda fascia): nel 2024 la retribuzione media si attestava a circa 104.000 euro (14.000 euro in più all'anno);
- Dirigenti CNR: le stime basate sui dati pubblici indicano una media approssimativa di circa 130.000 euro.
Tale disparità pesa a fronte di responsabilità crescenti legate alla sicurezza, alla gestione contabile e del personale, aggravate dai compiti del PNRR gestiti spesso con segreterie sottodimensionate e posti di DSGA vacanti.
Risorse strutturali e richiesta dei buoni pasto
L'ANP rimarca come il tema del mancato riconoscimento economico coinvolga l'intero comparto scolastico, inclusi DSGA e personale ATA, impoverendo l'attrattività della professione.
- l'estensione dei buoni pasto a tutto il personale (dirigenti, docenti e ATA), beneficio già riconosciuto al resto del pubblico impiego e già sollecitato dal sindacato nelle scorse settimane;
- un incremento strutturale del Fondo unico nazionale per la dirigenza, per superare gli interventi una tantum ed equiparare il trattamento economico a quello delle altre figure dirigenziali dello Stato.