Un post pubblicato di sera, dal divano di casa, attraverso un profilo Facebook personale. Quella che un tempo poteva rientrare nella sfera della conversazione privata o della libera manifestazione del pensiero, oggi per chi lavora nel mondo della scuola può trasformarsi in un addebito formale e nell'apertura di un procedimento disciplinare.

A porre l'accento sulla questione è l'Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia, che ha diramato indicazioni operative stringenti. Il richiamo riguarda direttamente i docenti e il personale ATA, evidenziando che i contenuti condivisi sui social network — anche se pubblicati al di fuori dell'orario di lavoro e tramite profili strettamente personali — possono comportare conseguenze disciplinari.

La presa di posizione dell'amministrazione regionale ha sollevato il dibattito e la reazione dei sindacati, che denunciano il rischio di una limitazione della libertà di espressione e del confronto critico all'interno del comparto scolastico.