Le recenti mobilitazioni, gli scioperi e le occupazioni che stanno interessando diversi istituti scolastici italiani non rappresentano un evento isolato o imprevisto, bensì il segnale di un malessere profondo legato a criticità note da tempo e rimaste prive di risposte strutturali. A sottolinearlo è Marco Macrì per l'associazione Genova Inclusiva, spiegando che "non si può chiedere agli studenti di stare buoni, agli insegnanti di arrangiarsi e alle famiglie di continuare a pagare il prezzo dell'inerzia istituzionale".

Titoli esteri sul sostegno e barriere architettoniche

Tra i nodi centrali sollevati dall'associazione figura la questione della specializzazione sul sostegno, in particolare riguardo all'utilizzo di titoli esteri ritenuti irregolari o sospetti, già segnalati alle autorità competenti. Dal 2024 l'associazione chiede verifiche puntuali, trasparenti e uniformi sui percorsi conseguiti fuori dai confini nazionali, con l'obiettivo di tutelare la qualità della formazione e garantire agli alunni con disabilità docenti preparati.

Accanto alla continuità didattica e alle falle del sistema di reclutamento, un'altra emergenza riguarda lo stato delle strutture scolastiche. Nonostante i fondi del PNRR destinati ad abbattere gli ostacoli fisici, a livello nazionale la quota di edifici del tutto privi di barriere architettoniche resta inferiore al 50%, con una media generale intorno al 40%. La situazione appare ancora più grave in Liguria, dove appena il 29% delle scuole risulta privo di barriere, limitando concretamente il diritto allo studio e la partecipazione degli studenti con disabilità motorie.

Le richieste: reclutamento, stipendi e reale integrazione

Oltre ai problemi strutturali degli edifici – caratterizzati da aule con temperature estreme d'estate e d'inverno e carenze di manutenzione – Genova Inclusiva evidenzia l'impatto dei bassi stipendi del personale docente, della precarietà diffusa e delle politiche rivolte agli alunni stranieri, spesso trattati come un problema da limitare attraverso tetti numerici anziché con risorse concrete per la mediazione linguistica e l'insegnamento dell'italiano L2.

Per affrontare questo quadro, l'associazione ha sintetizzato sei richieste puntuali indirizzate alle istituzioni:

  • Controlli efficaci e tempi certi sulla validità dei titoli esteri per il sostegno;
  • Un piano verificabile sull'accessibilità degli edifici con rendicontazione dei fondi PNRR;
  • Un sistema di reclutamento stabile che garantisca la continuità didattica;
  • Retribuzioni e condizioni lavorative adeguate per tutto il personale della scuola;
  • Interventi concreti su riscaldamento, raffrescamento e sicurezza delle aule;
  • Risorse dedicate all'inclusione autentica e al supporto linguistico per gli alunni stranieri.

Pur precisando di non considerare a priori ogni forma di occupazione come condivisibile, Genova Inclusiva evidenzia come liquidare le proteste a semplice indisciplina significhi ignorare le responsabilità di chi continua a rimandare gli interventi necessari.