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Università italiana sotto esame: pochi laureati, calo demografico e nodi posti letto

Presentato a Cagliari il volume di Cappa e Gavosto: l'Italia è al 31% di laureati, solo il 5% in residenze universitarie. Il rettore Mola denuncia tagli fino al 12% per atenei virtuosi.

Vincenzo Schirripa 15 ottobre 2026 · 06:01 2 min di lettura

L'università italiana fatica a crescere: i laureati si fermano al 31% della popolazione di riferimento, le residenze coprono appena il 5% degli studenti contro una media europea del 17%, e entro il 2050 la fascia 19-24 anni si ridurrà del 30%. È la fotografia scattata dal volume Università sotto esame. Dati, sfide e prospettive del sistema universitario italiano di Carlo Cappa e Andrea Gavosto, presentato nell'Aula Magna Baffi del Campus di Sant'Ignazio a Cagliari. Lo racconta CagliariToday.

I numeri del divario

Durante l'incontro, promosso dal Dipartimento di Scienze economiche e aziendali con il Crenos, Andrea Gavosto (Fondazione Giovanni Agnelli) ha sottolineato come il ritardo italiano si concentri sulle lauree triennali, mentre le magistrali reggono meglio il confronto internazionale. A sostenere le immatricolazioni negli ultimi anni hanno contribuito l'apertura all'estero e, soprattutto, la crescita delle università telematiche, che oggi contano quasi 400 mila iscritti su circa due milioni di studenti totali.

Sul fronte del diritto allo studio, l'estensione della no tax area raggiunge circa il 38% degli iscritti, ma l'emergenza alloggi resta drammatica: in Italia solo il 5% degli studenti vive in residenze universitarie, a fronte del 17% medio europeo.

Il colpo demografico e il nodo telematiche

La seconda emergenza è demografica. Le proiezioni indicano una contrazione fino al 30% della fascia 19-24 anni entro il 2050, con impatti durissimi già visibili nel Mezzogiorno. Per evitare il tracollo finanziario degli atenei, le strategie indicate passano per l'internazionalizzazione, i corsi in inglese e la formazione permanente degli adulti. Sul fronte delle telematiche, pur riconoscendone l'espansione, il dibattito ha posto l'accento sulla necessità di conciliare i numeri con standard rigorosi di docenza e qualità didattica, ripensando anche il modello 3+2 con percorsi più vicini al mondo del lavoro e agli ITS Academy.

Il rettore Mola: «Tagli drastici, serve solidarietà»

Un affondo deciso è arrivato dal rettore dell'Università di Cagliari, Francesco Mola. Concentrandosi sui meccanismi di ripartizione delle risorse, Mola ha puntato il dito contro le criticità del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) legate alla riforma Gelmini: «Piccole modifiche nei criteri di calcolo possono determinare conseguenze significative nella distribuzione delle risorse», ha sottolineato, ricordando come alcuni atenei virtuosi abbiano subito tagli drastici fino al 12%. Da qui la richiesta di introdurre «un meccanismo di solidarietà all'interno del sistema universitario» per garantire stabilità e scongiurare arretramenti insostenibili.

Il dibattito, moderato da Adriana Di Liberto, è stato arricchito dagli interventi di Luca Deidda e Marco Pitzalis.

Tags: cronaca laureati diritto-allo-studio
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