Lavorare a tempo pieno, magari già all'interno del mondo della scuola come personale ATA, educatore o assistente amministrativo, e coltivare il sogno di una laurea magistrale. Conciliare questi due mondi è una delle sfide più complesse per chi decide di rimettersi sui libri da adulto. Tra le opzioni più valutate da chi ha esigenze professionali e familiari rigide ci sono i percorsi telematici, pensati proprio per chi non può frequentare le lezioni in presenza.
Fra i percorsi a pagamento disponibili, un'alternativa molto richiesta per chi punta al settore legale è la laurea magistrale a ciclo unico. Analizziamo nel dettaglio come funziona la didattica a distanza, quali sono i requisiti di accesso e come si strutturano gli esami per chi deve incastrare lo studio con i turni di lavoro.
Come funziona la didattica online per chi lavora
Il modello della teledidattica si basa sulla flessibilità. Le lezioni non si tengono inaule fisse a orari prestabiliti, ma vengono caricate su una piattaforma e-learning accessibile 24 ore su 24. Questo permette a chi ha un impiego di organizzare lo studio la sera, nei weekend o durante le pause.
A supporto del percorso non c'è solo lo studio solitario: ogni studente viene affiancato da un tutor dedicato che segue il percorso fino alla discussione della tesi, aiutando a pianificare gli esami e a sciogliere i dubbi sulle materie più complesse. Per chi desidera approfondire la struttura dei moduli e l'organizzazione della didattica, è possibile consultare la scheda del percorso direttamente online.
Struttura del corso, durata e crediti
Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (appartiene alla classe LMG/01) ha una durata ordinaria di cinque anni accademici, per un totale di 300 CFU (Crediti Formativi Universitari). Non sono previsti test d'ingresso a numero programmato: per iscriversi è sufficiente essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di un titolo estero riconosciuto idoneo.
Il piano di studi comprende complessivamente venticinque insegnamenti che spaziano dalle aree civilistica, penalistica e pubblicistica fino al diritto internazionale ed europeo, oltre ad attività laboratoriali, seminari, competenze informatiche e alla prova finale. Chi possiede già carriere universitarie precedenti o determinate certificazioni può inoltre richiedere il riconoscimento dei crediti già maturati, riducendo potenzialmente il carico di esami da sostenere.
Sbocchi professionali e flessibilità degli esami
Il titolo di studio conseguito al termine del percorso quinquennale ha pieno valore legale ed è riconosciuto dal Ministero, consentendo l'accesso alle tradizionali professioni legali — come avvocato, notaio e magistrato — previo superamento dei relativi concorsi o esami di abilitazione previsti dalla normativa vigente.
Oltre alle carriere forensi, la formazione giuridica avanzata risponde alle esigenze di chi opera già nella pubblica amministrazione, negli enti locali, nelle banche, nelle assicurazioni o nelle organizzazioni del Terzo Settore, offrendo competenze utili per la consulenza e la gestione contrattuale.

