La Flc Cgil di Lecce scende in campo a fianco degli studenti universitari contro il caro-affitti, sostenendo la mobilitazione promossa dall'Udu Lecce e chiedendo all'amministrazione comunale interventi immediati per fronteggiare l'emergenza abitativa.
Come riportato da LeccePrima, il sindacato della conoscenza punta il dito contro una crisi sociale definita non più tollerabile, che si ripercuote sulla comunità dell'Università del Salento e sulle fasce più deboli della popolazione. La sigla sindacale ha inoltre espresso la propria contrarietà alle politiche di riarmo nazionali ed europee, ritenute sottrattive di risorse fondamentali per l'istruzione e i diritti sociali garantiti dalla Costituzione.
Le richieste al Comune e alle pubbliche amministrazioni
Per dare risposte concrete alla crisi abitativa e arginare le speculazioni di mercato.
- Un censimento straordinario degli immobili sfitti, finalizzato a una mappatura completa del patrimonio immobiliare pubblico e privato che risulti attualmente inutilizzato o abbandonato.
- L'inserimento degli spazi individuati all'interno di un piano strutturale di edilizia residenziale pubblica universitaria e sociale.
- L'introduzione di canoni d'affitto calmierati per gli alloggi destinati agli studenti e ai lavoratori fuori sede.
La vertenza estesa ai lavoratori della conoscenza
La presa di posizione del sindacato allarga il raggio d'azione oltre la platea universitaria. Secondo quanto dichiarato dalla segretaria generale della Flc Cgil Lecce, Francesca Franza, le politiche di welfare abitativo devono estendersi a tutti i lavoratori della conoscenza — compresi quelli attivi nella scuola, nell'università e nella ricerca — che a seguito delle nuove assunzioni legate ai concorsi del PNRR si trovano a vivere e lavorare lontano da casa sul territorio.
Nel ribadire la propria vicinanza e presenza fisica e politica accanto all'Unione degli universitari nelle piazze, la segretaria sindacale ha infine respinto qualsiasi ipotesi di gestione repressiva del dissenso democratico, auspicando un'unica grande vertenza comune per il futuro del territorio.




